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Sono 19 le persone indagate per la strage dei treni, lo scontro tra due convogli avvenuto tra Andria e Corato nel 2016 e che causò la morte di 23 persone. La Procura di Trani ha chiuso l’inchiesta, tra gli indagati anche un funzionario del ministero delle Infrastrutture accusato di non aver adottato “provvedimenti urgenti” che, eliminando il sistema di blocco telefonico a favore del più sicuro Scmt, avrebbero potuto impedire l’incidente. La notizia è riportata dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.

Secondo la ricostruzione della Procura, però, fu l’imperizia dei capistazione Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, del capotreno Nicola Lorizzo e del dirigente del movimento Francesco Pistolato a causare, il 12 luglio 2016, l’incidente. I reati contestati, a vario titolo, sono  di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, e chiamano in causa anche i dirigenti di Ferrotramviaria, il conte Enrico Maria Pasquini, sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi.


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