Nel 2017 la polizia ferroviaria nel corso di attività di controllo del territorio ha effettuato salvataggi di persone in difficoltà psico-fisica. Dalla stazione ferroviaria Bari centrale transitano circa 340 treni al giorno con una media di 40 mila passeggeri. Una città “in movimento” che fin dalla sua prima costruzione (1864) è il punto di riferimento anche per decine di senzatetto: “Diamo una mano a sistemarli con alloggi permanenti, ma molti vedono la stazione come una casa in cui rifugiarsi”, ha spiegato Luigi Liguori, direttore del Compartimento di Puglia, Basilicata e Molise.

Lo scorso 2 marzo, alle 8.30, un 24enne barese è stato notato mentre camminava sul marciapiede con lo sguardo rivolto verso i binari. Gli agenti si sono avvicinati percependo le sue intenzioni. “Non voglio più vivere”, ha ammesso il ragazzo che è stato riaffidato in cura al centro di salute mentale Asl di Bari.

Dopo pochi giorni, il 18 marzo, alle 23, il personale del reparto operativo della polizia ferroviaria riceveva la segnalazione di un anziano malato di Alzheimer che si era allontanato dalla propria abitazione. A due km lungo il percorso ferroviario veniva rintracciato e messo al sicuro. Quest’estate una giovane mamma nigeriana incinta e una coetanea pachistana sono state collocate in strutture casa-famiglia in quanto vittime di violenza. Infine, lo scorso novembre, la storia di una coppia di stranieri che ha chiesto aiuto agli agenti ottenendo un alloggio dignitoso.

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