Bari, sportello del microcredito a Porta Futuro: cinque nuovi progetti per imprese under 29

Ad oggi, in poco più di 6 mesi dall’apertura dello sportello barese, grazie anche alla consulenza professionale del personale di Porta Futuro, la misura ha permesso l’avvio dell’istruttoria di cinque nuove attività imprenditoriali


Il Comune di Bari e l’Ente Nazionale del Microcredito hanno sottoscritto, la scorsa estate, un protocollo di intesa che ha consentito a Bari di essere tra le prime città in Italia a sperimentare l’attivazione di un nuovo servizio di promozione del microcredito, insediato presso il job centre Porta Futuro.
Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che consente a soggetti normalmente esclusi dal settore finanziario formale l’accesso senza garanzie a sostegni economici di piccolo ammontare, finalizzati all’avvio di un’attività imprenditoriale.
Ad oggi, in poco più di 6 mesi dall’apertura dello sportello barese, grazie anche alla consulenza professionale del personale di Porta Futuro, la misura ha permesso l’avvio dell’istruttoria di cinque nuove attività imprenditoriali, ad opera di altrettanti giovani baresi under 29.
Nello specifico si tratta di uno studio professionale di fisioterapia, un’attività commerciale dedicata alla cosmesi e alla profumeria, un panificio, una scuola di danza e una piccola  impresa di idraulica. Tutte le iniziative imprenditoriali hanno ricevuto un finanziamento che oscilla dai 10 ai 50 mila euro a tasso zero.
“In questi sei mesi, grazie alla consulenza del personale di Porta Futuro dedicato allo sportello del microcredito, 5 giovani baresi che erano fuori dal circuito dello studio e del lavoro hanno avuto una nuova opportunità di lavoro e di vita – spiega l’assessora Paola Romano -. Bari è stata una delle prime città a sperimentare questa misura che, prima ancora di dare un contributo ai ragazzi che hanno voglia di cimentarsi con l’autoimprenditorialità, dà una chance alle capacità e al talento dei giovani del nostro territorio. Il percorso da affrontare per ottenere il finanziamento non è certamente semplice e necessita di grande determinazione e serietà, qualità che questi ragazzi hanno dimostrato ampiamente di avere  e che, soprattutto, gli ha permesso di ottenere la conferma del finanziamento. Una di queste attività ha già aperto i battenti in un Comune vicino Bari e ci auguriamo sia di buon esempio per tante altre esperienze positive. Nelle prossime settimane finalmente l’amministrazione comunale varerà i bandi che in questi mesi abbiamo definito che serviranno a finanziare con oltre 12 milioni di euro altri percorsi di inclusione e attivazione giovanile, dai talenti in età scolastica, ai tirocini formativi d’impresa, ai finanziamenti per start up innovative”.

L’ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO

L’Ente Nazionale per il Microcredito promuove lo sviluppo della microimprenditoria e del lavoro autonomo e professionale, nonché l’inclusione sociale e finanziaria delle persone maggiormente svantaggiate, sviluppando iniziative volte a favorire l’accesso alle fonti di finanziamento attraverso gli strumenti del microcredito e della microfinanza.

A tal fine, il modello operativo sviluppato e implementato dall’ente si basa:
– da un lato, sul forte coinvolgimento delle banche e degli intermediari finanziari quali soggetti finanziatori, nonché sullo strumento della garanzia pubblica a valere sulla “sezione speciale per il microcredito” del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese;
– dall’altro, sulla massima valorizzazione dei servizi ausiliari di accompagnamento al microcredito (tutoraggio, monitoraggio, formazione, ecc.) espressamente previsti dall’articolo 111 del Testo Unico Bancario; tali servizi, infatti, potenziando le conoscenze finanziarie e le capacità gestionali del beneficiario, incidono positivamente sulla capacità di restituzione del prestito e, quindi, sul contenimento dei tassi di default, riducendo il rischio a carico dei soggetti finanziatori.

Il predetto modello offre un significativo volano di crescita economica, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni e producendo un effetto leva occupazionale pari a 2,43 nuovi posti di lavoro per ogni iniziativa di microcredito finanziata. Grazie al Fondo di garanzia per le PMI e ai servizi ausiliari, attualmente in Italia il microcredito sviluppa un ingente indotto economico:
– ad oggi, l’Ente ha stipulato convenzioni con 12 banche per un numero di 1.109 filiali, che hanno destinato agli interventi di microcredito un volume complessivo di risorse pari a circa 200 milioni di euro;
– negli ultimi 15 mesi, sono state finanziate 4.700 imprese, che hanno potuto generare un totale di 11.421 posti di lavoro. Peraltro, il potenziale finanziario messo a disposizione del Paese è in grado di sostenere circa 10.000 imprese con un incremento occupazionale di ben 24.300 nuovi posti di lavoro e un trend fortemente in crescita.

Il microcredito rappresenta, quindi, una forte leva di finanza sociale e si può annoverare tra gli strumenti più importanti dell’economia sociale e di mercato, capace di incidere sulle fasce più svantaggiate della popolazione ed escluse dai circuiti economici tradizionali.

L’obiettivo politico, che è stato affidato dal Parlamento e dal Governo all’Ente Nazionale per il Microcredito, è quello di trasformare il disagio dei cosiddetti “esclusi” dal circuito – che rappresenta un costo per la collettività – in una nuova opportunità, con persone che diventano nuovi contribuenti, consumatori, clienti per il sistema bancario e soprattutto nuovi imprenditori e cittadini, che in molti casi vengono sottratti ai circuiti della criminalità e dell’usura.

L’azione dell’ente, che si sostanzia nel monitoraggio del bisogno, nell’individuazione dei possibili beneficiari, nell’accompagnamento fino al finanziamento e al successivo tutoraggio, è accompagnata anche da attività di educazione finanziaria, al fine di dare nuovo impulso alla domanda, tramite un’informazione credibile, chiara e concreta, con la consapevolezza che ogni azione genera una conseguente attività.

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