La storia dei grandi del jazz rievocata attraverso i racconti stravaganti a tratti leggendari di Pannonica, detta Nica, baronessa Kathleen Anne Pannonica Rothschild de Koenigswarter.
Uno spettacolo che porta il pubblico a calarsi nell’atmosfera dell’epoca del jazz.

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Il prossimo appuntamento giovedì 4 gennaio a Matera, nel cuore dei sassi, nel locale La Lopa, via Bruno Buozzi, 13. Inizio ore 21.15. Ad accompagnare lo spettatore in questo viaggio musicale Silvana Kuhtz, poetessa barese, che studia e riscrive la storia del jazz attraverso una lunga e meticolosa ricerca di fonti e la racconta impersonificando proprio la baronessa Pannonica. Andrea Gargiulo, musicista, accompagna al piano le storie recitate con i grandi classici del jazz riarrangiati.

New York, anni ‘40. Miles Davis, Chat Beker, Thelonious Monk, Billie Holliday non avevano ancora idea che stavano scrivendo la storia di un nuovo genere musicale, il jazz. A rievocare quell’epoca, con quelle sonorità nuove sono le parole di Pannonica, baronessa Kathleen Anne Pannonica Rothschild, mecenate e appassionata nel mondo del jazz che abbandonò la società britannica ricca di glamour per immergersi nel mondo della musica a cui sentiva di appartenere. “Non è che i jazzisti muoiono più giovani, è che invecchiano in fretta, vivono mille anni nella musica che suonano”.

Attraverso le parole di Pannonica, Silvana Kuhtz ricostruisce le personalità dei grandi del jazz, con gli aneddoti ricercati, le fotografie originali, gli episodi e gli incontri realmente accaduti. Ed emerge una storia nuova, originale, oltre i libri del jazz: come quella in cui la baronessa si trasferì nella suite dell’hotel Stanhope di New York dove ospitò Thelonious Monk e dove poi morì improvvisamente Charlie Parker. O come quella in cui si racconta che la baronessa vivesse con moltissimi gatti, forse trecento.

Semplici ingredienti eppure lo spettatore, che sia amante e conoscitore del genere o no, si trova proiettato in un’atmosfera in cui i suoni del sassofono di Charlie Parker o la tromba di Miles Davis sono ritmi inconfondibili, i ritmi del bepop che dà anche il nome allo spettacolo, il jazz della fine degli anni 30, quando non è più ballabile ma diventa linguaggio complesso per ascoltatori attenti. Gli spettatori sono trasportati da musica, parole e fotografie proiettate sulla scena, in un periodo che ha visto i grandi protagonisti della storia della musica afro-americana vivere, amare, soffrire per affermare il loro diritto ad esprimersi.

Prossimo appuntamento giovedì 4 gennaio, La Lopa, via Bruno Buozzi, 13 – Matera. Inizio ore 21.15

To be or not to be…bop fa parte di Poesia in Azione progetto che sostiene e pratica l’importanza di proporre la poesia letta a voce alta in contesti non tradizionali per sfidare la noia mortale cui spesso si pensa quando si dice poesia e mettere insieme elementi apparentemente lontani fra loro come letteratura, azione, improvvisazione e ispirazione. “Poesia In Azione è un’utopia: movimento nato per seminare la poesia ovunque, per far atterrare dappertutto le parole che infuocano gli animi. È un progetto culturale multidisciplinare per far scendere la parola poetica dalle austere stanze dell’accademia e farla atterrare là dove meno ce lo si aspetta”.

Silvana Kühtz, barese, dalla formazione scientifica e umanistica, laureata al Politecnico di Bari, con un dottorato britannico, formatasi in UK, Usa e Italia sui temi della comunicazione e della performance attoriale, ha un master in Comunicazione integrata, è docente all’Università della Basilicata, dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (Matera), conduce seminari sui temi dell’ecologia e della creatività e laboratori di lettura espressiva. Ha vinto nel 2014 il premio salernitano Alfonso Gatto per la poesia, alla sua trentesima edizione, con la silloge inedita 30 giorni una Terra e una Casa, pubblicata poi dall’editore Campanotto di Udine. Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera.

È convinta che la poesia sia per tutti.

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