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“Benvenuti in Africa, dove regna il rovescio del diritto”. Il monologo la “Divina Commediola” di Giobbe Covatta, in scena ieri e il 13 gennaio al teatro Anche Cinema, è un viaggio tragicomico nel Terzo mondo attraverso una lezione di scienze esilarante. Alla lettura della versione “apocrifa” del manoscritto la Divina Commedia scritta da “Ciro” Alighieri si alternano racconti vissuti in prima persona da Covatta (“I millepiedi con 43 di scarpe”) e il tema dei diritti dei bambini: “Senz’acqua si muore, chiedetelo a Tania Cagnotto”.

Non mancano i riferimenti alla politica contemporanea. I pensieri del presidente Usa Donald Trump “non superano i 140 caratteri”, ironizza Covatta facendo riferimento a Twitter. Con satira pungente anche nei confronti del centrodestra italiano (“Immaginate se Salvini fosse stato nero”) e a Silvio Berlusconi: “Una vera novità delle prossime elezioni politiche”.

Parte del ricavato è stato donato in beneficenza alla onlus “Never give up”, che si occupa di prevenire e trattare i disturbi dell’alimentazione. Nel foyer dell’Anche Cinema volontari e psicoterapeuti del presidio di Bari hanno mostrato agli spettatori una installazione itinerante con il racconto dell’attrice Aurora Ruffino: “Solo il 10 per cento di chi soffre riesce a chiedere aiuto”.


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