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Negli ultimi giorni sono salite da 10 a 14 le persone ricoverate in Puglia in gravi condizioni per l’influenza e le sue complicazioni. Fermo invece il numero dei decessi con 6 vittime pugliesi registrate. Sono i dati forniti dalla responsabile dell’Osservatorio epidemiologico regionale (Oer), Cinzia Germinario, secondo la quale “è arrivato il picco dei casi influenzali”.

In Puglia con 17 casi ogni mille persone si registra ormai un’intensità alta di influenza. “Abbiamo stimato che dall’inizio dell’epidemia, ultima settimana di ottobre e la prima di novembre, si sono ammalati quasi 200 mila pugliesi. Sono i bambini – aggiunge Germinario – quelli che si ammalano di più, nella fascia 0-4 anni, assieme a quelli di età compresa tra 5 e 14 anni. Per numerosità di casi la più bassa fascia è invece quella dei soggetti con età maggiore di 65 anni, cioè quella ampiamente vaccinata”. “Sembra dalle segnalazioni ricevute che ci sia una riduzione del numero dei casi, ma per avere certezza – conclude Germinario – ci vorranno settimane di verifiche”.

Intanto, l’Ordine dei medici di Bari entra nella polemica sui vaccini obbligatori. “Nella discussione politica sull’obbligatorietà dei vaccini, entrata a far parte della campagna elettorale delle prossime votazioni politiche, si deve necessariamente aver riguardo dell’aspetto scientifico, tenendo conto di tutta quella serie di patologie che nel passato hanno fatto registrare morti e gravi disabilità e per le quali esiste la vaccinazione”, dicono i medici. La questione è stata posta oggi nella sede dell’Ordine dei Medici di Bari, durante la conferenza stampa su “I vaccini dell’adulto: le alleanze strategiche ed operative della Regione Puglia”. “I medici pensano sia giusto mettere sul piatto della bilancia – ha spiegato il presidente dell’Ordine e segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) Puglia, Filippo Anelli – la tutela della comunità, obbligando i cittadini a vaccinarsi per quella serie di patologie che nel passato hanno fatto registrare morti e gravi disabilità. Anche sull’influenza c’è – secondo Anelli – da porre la giusta attenzione visto che l’unico strumento per prevenirla è il vaccino ed il dato della Puglia, con 6 decessi e malati gravi ricoverati per il virus o le sue complicanze, ci dice che nessuno di loro era vaccinato”. “Da parte della classe medica c’è insomma la massima disponibilità nell’utilizzo dei vaccini a tutto campo e sulla pratica vaccinale – ha aggiunto Anelli – notiamo un’inversione di tendenza rispetto al distacco dei pazienti negli ultimi anni. Ora c’è maggior interesse dei cittadini, segno che la comunicazione sulla prevenzione è stata fondamentale”.


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