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Aumentano i pugliesi che si oppongono agli espianti degli organi e, mentre in Italia si registra il record di trapianti, in Puglia si riduce il numero di donazioni. La relazione del ministero della Salute sull’attività di donazioni nel 2017 (dati preliminari) relega la Puglia all’ultimo posto tra le regioni italiane: per ogni milione di residenti ci sono appena 11,5 donatori di organi, contro una media nazionale del 28,5.

Ma il dato ancora più preoccupante è che rispetto al 2016 c’è stato un peggioramento della situazione: infatti, si è passati da 12,5 donatori per ogni milione a 11,5. Solamente in Emilia Romagna (da 36,6 donatori per ogni milione di abitanti e 34,8) e Sardegna (da 30,7 a 27,1) c’è stata una contrazione dell’attività, ma si tratta di due regioni che partivano da dati più confortanti rispetto alla Puglia. Nel resto d’Italia, invece, ovunque ci sono stati incrementi, tanto da far esultare il ministero della Salute per il raggiungimento di un numero record di trapianti.

“Un aumento così netto nel Paese – spiegano dal ministero – su tutti i fronti non si era mai registrato nel settore dei trapianti negli ultimi dieci anni. A crescere non solo i numeri sulle donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule ma un’intera rete sanitaria, che dimostra di essere tra le più efficienti. A beneficiare di questo trend positivo sono i pazienti in lista di attesa che, per il secondo anno consecutivo, registrano un calo”. Situazione ben diversa in Puglia. Ecco le statistiche a livello nazionale, il primo incremento riguarda l’attività donativa nel suo complesso: nel 2017 ci sono stati 1741 donatori (sia deceduti che viventi), rispetto al 2016 si è registrato di un incremento del 9%. Considerando gli ultimi 5 anni (2013-2017) il dato è ancora più positivo: + 29%.

Il ministero della Salute sostiene che questo incremento a livello nazionale sia “riconducibile temporalmente alla riorganizzazione della rete nazionale trapianti”. In Puglia, quindi, qualcosa ancora non funziona nella rete trapianti, visti i pessimi risultati evidenziati nel report. Perché non solo diminuiscono i donatori, ma si riducono anche i cosiddetti “donatori utilizzati”, cioè quelli che effettivamente hanno portato ad una donazione. Nel 2017 sono stati solamente 9,8 per ogni milione di residenti i donatori utilizzati, nel 2016 furono 11,5. Anche in questo caso, quindi, c’è stato un netto calo, mentre nel resto d’Italia il trend è stato positivo: si è passati, in media, da 21,4 donatori utilizzati a 23,7, un aumento del 10,5% circa. “Aumentano nell’anno appena concluso – si legge nella relazione del ministero della Salute – anche gli accertamenti di morte eseguiti (45 per milione di popolazione rispetto ai 40.8 del 2016) e i donatori utilizzati (1436 contro i 1298 del 2016, +10.5%). Su questo scenario positivo influisce anche il dato sulle opposizioni alla donazione, pari nel 2017 al 28.7% contro il 32.8% dell’anno precedente (-4.1 punti percentuali)”. Ecco la terza nota dolente per la Puglia: mentre in Italia cala il numero di persone che si oppongono alla donazione degli organi, in Puglia cresce. Segnale evidente che non si è fatto abbastanza a livello di informazione.

Se nel 2016 nel 38,3% dei casi i famigliari della persona deceduta diceva “no” alla donazione, nel 2017 si è passati al 43,4% dei rifiuti. In sostanza, quasi in un caso su due vi è opposizione.


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