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“Viviamo nel fango, viviamo nel silenzio , viviamo nel degrado e avete portato i nostri sogni al degrado. I sono di quei ragazzi che hanno scelto di restare qui , di investire nella propria città, ma che adesso si ritrovano soli, a combattere contro un quartiere che dopo sette lunghissimi anni è rimasto fango. Io, noi, il fango non ce lo meritiamo. Non investite in altre zone se quelle in cui avete investito prima le lasciate a metà. Con tanta tristezza…”.

E’ lo sfogo di un giovane residente nel quartiere Sant’Anna, alla periferia Sud di Bari, pubblicato sulla pagina Facebook del sindaco Antonio Decaro. Strade non illuminate, assenza di asfalto, vie interrotte, opere di urbanizzazione incomplete, decretano una situazione di disagio che non ha ancora trovato una soluzione definitiva. E intanto, nei giorni di pioggia, gli abitanti del quartiere di nuova realizzazione si ritrovano a camminare tra pozzanghere e fango.

“Le persone si sentono al sicuro e felici a casa – spiega nel suo sfogo -, ma non tutti i posti sono uguali: è facile trovare un posto dove abitare, ma è difficile trovare una vera casa.
Io ho investito tutto nella mia casa , ma non ho il posto dove abitare”.

Eppure la questione è stata sollevata e affrontata a più riprese sia all’interno dell’amministrazione comunale che tra i banchi del Consiglio. E’ di due giorni fa l’intervento della consigliera di opposizione Irma Melini, sulla mancanza dell’illuminazione e il completamento delle opere nel cosiddetto comparto 2.

“L’illuminazione rientra fra le opere di urbanizzazione primaria – ha scritto la consigliera rivolgendosi, tra gli altri, all’assessore comunale ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso – al pari delle strade e della fogna bianca. Opere, queste, che secondo quanto sottoscritto nelle convenzioni stipulate fra Comune e Consorzi (tre) erano in capo a questi ultimi, quindi al privati soggetto attuatore.
La questione ora è che il comparto due non ha visto realizzare alcuna opera primaria, quindi vive, come parte del comparto uno, in uno stato di degrado e abbandono che all’imbrunire diventa più che pericoloso. Alla mia domanda, quindi, se il Comune può farsi carico di opere di urbanizzazione primaria su quei comparti la risposta è chiaramente no, anche se vi è un problema di ordine pubblico.
Secondo l’Assessore Galasso, infatti, solo se rinegoziassimo il contratto, quindi la convenzione, il Comune potrebbe realizzare le opere che oggi spettano ali privati, ma è evidente che questa ipotesi è più che irrealizzabile.
D’altronde una soluzione – secondo Melini – ci sarebbe ed è costata al Comune 475 mila euro. A seguito della delibera di Consiglio del giorno 8 agosto 2017, infatti, proprio il Consiglio comunale ha stanziato suddetto importo come “rimborso per il costo delle opere di urbanizzazione esterne al piano particolareggiato Sant’Anna, comparti 2 e 3. Ma a differenza del presidente del Comparto due, il presidente del Comparto uno e del comparto tre ha rifiutato di realizzare, con il rimborso del Comune, le opere propedeutiche alle altre previste dal Comune se non avesse ottenuto contestualmente anche i permessi a costruire sul Comparto tre. Ancora un nulla di fatto – conclude -, che rischia di inficiare la vivibilità di quei luoghi”.

 

 

 

 

 

 


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