Un clandestino pakistano e due iracheni nascosti sotto tir proveniente dalla Grecia. Dieci cittadini albanesi respinti alla frontiera, un altro denunciato per sostituzione di persona, con sequestro del passaporto. Un pakistano arrestato per fabbricazione di documenti falsi. Tre sequestri di prodotti lattieri-caseari per 194 kg, due sequestri di hashish, uno di animali vivi. Oltre duemiladuecento persone, una ottantina di mezzi pesanti e cinque pescherecci controllati. Questi alcuni numeri “baresi” dell’Operazione Talassa, servizio di controllo straordinario finalizzato al contrasto dell’immigrazione illegale ed al falso documentale presso i principali scali marittimi del territorio nazionale, programmato e attuato dal Ministero dell’Interno – Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere.

Nel porto di Bari questi servizi, svolti nei giorni 12 e 15 febbraio, sono stati diretti dal Primo Dirigente della Polizia di Stato,Giovanni Casavola, coordinatore del Dispositivo di Sicurezza Portuale, in stretta sinergia con la locale Questura, la Guardia di Finanza, la Capitaneria di Porto, l’Agenzia delle Dogane e la Polizia Stradale, che hanno impiegato consistenti aliquote di personale, e, non da ultimo, l’Autorità Portuale e l’Agenzia FRONTEX – Agenzia Europea delle Guardie di Frontiera e Costiere, che ha inviato due unità di esperti di falso documentale.

Nell’esecuzione dei servizi è stato pianificato l’impiego di attrezzature, sistemi informatici ed equipaggiamenti in dotazione alla Polizia di Frontiera per il più efficace contrasto dei fenomeni illeciti anzidetti, come pure è stato impiegato personale di rinforzo, a cura della direzione della 9^ Zona Polizia di Frontiera “Puglia – Abruzzo – Molise” di Bari, tratto dalla medesima articolazione e dagli Uffici di Polizia di Frontiera di Taranto e Pescara.

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