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Centro di eccellenza per la ricerca sulla sclerosi multipla. Il dipartimento di Scienze Mediche di Base, Neuroscienze ed Organi di Senso della Scuola di Medicina di Bari, diretto dalla professoressa Maria Trojano, è stato inserito nel rapporto di valutazione sulla qualità della ricerca dell’Ateneo di Bari nei primi tre posti su 23 dipartimenti, riguardo proprio alla  produzione scientifica. “Una tra le maggiori sfide  da noi affrontate – sottolinea Trojano – è quella di condurre ricerche che migliorino la comprensione dei meccanismi endogeni alla base di neurodegenerazione e neuroriparazione, l’individuazione e la validazione di modelli in cui testare nuovi farmaci per trattamenti personalizzati di malattie neurodegenerative (Alzheimer, Sclerosi laterale Amiotrofica), infiammatorie/neurodegenerative croniche (Sclerosi Multipla) e psichiatriche (Schizofrenia, Autismo ad esordio infantile ed in età adulta). Un importante riconoscimento è stato di recente conferito ai docenti di Psichiatria nell’àmbito del Programma Marie Skłodowska Curie Actions Global Fellowship per il progetto di ricerca ‘Identificazione di reti di co-espressione di geni coinvolti nello sviluppo cerebrale per valutare il rischio di schizophrenia”.

Il centro per lo studio della sclerosi multipla segue circa 4500 pazienti affetti da tale patologia, di cui almeno 2800 in trattamento con immunomodulanti o immunosoppressori a dispensazione ospedaliera. Il Centro partecipa e coordina 10/15 clinical trials all’anno di fase III e IV, nazionali ed internazionali, volti a verificare l’efficacia di nuovi trattamenti per la sclerosi multipla. Per quest’attività gli è stata conferita la “Certificazione di qualità ISO 9001:2008/Progettazione ed erogazione in regime ambulatoriale di prestazioni di diagnosi, trattamento, cura e follow up di pazienti con sospetta o definita patologia di Sclerosi multipla. Gestione del clinical trial process’”.

“La ricerca sulla sclerosi multipla – spiega ancora Trojano –  ha permesso di evidenziare fattori di prognosi, clinici e strumentali e marcatori biologici, predittivi di decorso clinico sfavorevole e di risposta ai trattamenti, che hanno contribuito a migliorare le terapie più adatte al singolo paziente. Studi clinici di fase IV nella ‘vita reale’  hanno permesso di valutare la sicurezza e l’impatto di terapie sulla qualità di vita e progressione della disabilità nel medio/lungo termine. Questi studi sono stati resi possibili  grazie all’esistenza di un Registro Italiano Sclerosi Multipla coordinato dall’Università di Bari e dalla  Fondazione Italiana Sclerosi Multipla”.

Esso raccoglie i dati clinici, strumentali e di laboratorio di circa 50mila casi nazionali, e dal 2014 è tra i 5 registri europei più qualificati per la realizzazione di una piattaforma europea (BIG MS DATA project) in cui condividere informazioni ed amplificare la quantità di dati a disposizione dei ricercatori di tutta Europa per studi mirati a migliorare la conoscenza delle cause e la qualità della cura di questa complessa patologia.

‘La ricerca clinica studia le patologie neurologiche e psichiatriche, ereditarie e sporadiche, ad esordio in età adulta ed infantile – conclude –  Quelle dei canali di afferenza al sistema nervoso centrale (visione e udito), le efferenze neuromotorie/osteoarticolari e le patologie pneumologiche. La ricerca di base studia i meccanismi molecolari, cellulari, immunologici e di angiogenesi di tali patologie. ‘Tale approccio integrato ci ha consentito di sviluppare linee di ricerca che hanno fornito risultati scientifici significativi come documentato dal gran numero di pubblicazioni (>500/anno) su riviste ad elevato impatto”.


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