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Il presidente e la consigliera del cda di Acquedotto Pugliese, rispettivamente Nicola De Sanctis e Carmela Fiorella, si sono dimessi ieri. In pratica, il consiglio di amministrazione si è sciolto, essendosi dimessi 2 componenti su 3 (il terzo è Nicola Canonico). Ora sembra spianata la strada che porterà Simeone Di Cagno Abbrescia, ex di Forza Italia, alla nomina di nuovo presidente di Aqp.

L’assemblea dei soci dell’Acquedotto Pugliese, la settimana scorsa, ha apportato la modifica allo statuto, portando da 3 a 5 i componenti del consiglio di amministrazione (cda). Adesso toccherà alla Regione Puglia nominare i 5 consiglieri, per De Sanctis e Fiorella ci sarà una riconferma.

La mossa di ampliare il numero dei consiglieri e di far cadere il vecchio cda è stata fatta per mettere alla porta Canonico, ormai ex alleato del governatore pugliese. Tra i due, infatti, non scorre più buon sangue a causa – pare – di alcune scelte nelle candidature per le elezioni politiche dello scorso 4 marzo. A livello politico montano le polemiche.

“L’azzeramento del Cda di Acquedotto Pugliese – attaccano gli 8 consiglieri regionali del M5S – uno dei peggiori che abbia mai operato negli ultimi anni, è una grande opportunità per la Regione Puglia da non sprecare assolutamente. Emiliano non può nominare nessuno dei membri del vecchio Cda né realizzare quanto abbiamo sentito dalle parole della moglie di Di Cagno Abbrescia, non può insomma continuare in direzione ostinata e contraria al buon senso come ha fatto finora. Dia subito un segnale di cambiamento”.

Nota presidente del gruppo regionale Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo.
“L’uso spregiudicato dell’Acquedotto pugliese – attacca Ignazio Zullo – presidente del gruppo regionale Noi con l’Italia – per regolare conti politici o pseudo tali da parte del presidente Emiliano la dice lunga su quale rispetto lui abbia delle istituzioni e dei pugliesi. Oggi abbiamo il vertice del più importante acquedotto d’Europa azzerato solo per far decadere un componente sgradito del consiglio di amministrazione, l’imprenditore Nicola Canonico, che proprio Emiliano, invece, aveva voluto fortemente alla fine del luglio dello scorso anno”.

“Emiliano si fermi – incalza il capogruppo in consiglio regionale di Leu, Ernesto Abaterusso – Aqp non può essere terreno per inciuci piccoli o grandi. Né può essere considerato alla stregua di territorio privato da poter utilizzare a proprio piacimento per logiche che nulla hanno a che fare con la gestione della risorsa idrica rispondente alle esigenze dei pugliesi, ma che tanto danno l’idea di un carrozzone”.


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