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Per la dirigenza e i docenti del liceo linguistico e tecnico economico Marco Polo di Bari si tratta di un grande passo in avanti. Per il Goethe Institute, l’istituto di cultura tedesca, rappresenta un banco di prova e un momento di grande soddisfazione, col coinvolgimento di oltre 600 ragazzi. L’istituto del rione Poggiofranco entra a far parte ufficialmente della rete internazionale Pash, vale a dire una grande comunità mondiale composta da oltre 2 mila scuole legate da un rapporto privilegiato con la Germania e le sue istituzioni culturali e produttive. Il Goethe Institute segue circa 600 scuole aderenti al programma presenti in 100 paesi al mondo. Solo una dozzina, però, nel Sud Italia, e tra queste, da oggi c’è anche il Marco Polo di Bari (anche il liceo Socrate ne fa parte con due corsi ma non con l’ausilio del Goethe Institute).

Un evento la firma dell’accordo, accolto da un centinaio di studenti nell’aula magna della scuola, avvenuto alla presenza della preside Rosa Scarcia, della direttrice del Goethe Institute d’Italia, con sede a Roma, Gabrielle Kreuter-Lenz, di Stefan Schneider, responsabile dell’ufficio Scambi internazionali dell’ambasciata tedesca, e del coordinatore del progetto, Klaus Dorwarth. Un evento accompagnato dall’entusiasmo dei presenti, seguito da un lungo applauso e dalla musica, eseguita al piano da uno degli alunni della scuola.

“Pasch, scuole, partner del futuro” è un’iniziativa del ministero degli Affari Esteri tedesco che lo “coordina assieme allo Zfa (Servizio centrale federale per le scuole all’estero), al Goethe Institut, al Daad (Servizio tedesco per lo scambio accademico) e al servizio pedagogico di scambio della Kmk (Conferenza dei ministri dell’Istruzione degli Stati federali della Repubblica Federale di Germania).

Quattro gli obiettivi principali: creare prospettive attraverso l’istruzione, ampliare gli orizzonti attraverso il plurilinguismo, favorire l’accesso alla lingua e all’istruzione e affrontare problemi futuri come comunità internazionale sull’apprendimento.

“Per la nostra scuola – spiega la preside Scarcia – si tratta di aprire una vera e propria finestra su un mondo. Gli alunni dei sei corsi attivi di tedesco potranno affrontare gli esami di certificazione della lingua attraverso un percorso formativo privilegiato, fatto di condivisione della didattica, confronto e crescita. L’accesso all’esame, oltretutto, costerà per loro la metà. Di fatto ci si appresta a diventare partner di un programma che permetterà ai nostri docenti di potersi formare ulteriormente, crescere dal punto di vista della didattica e del proprio bagaglio culturale, condividere progetti con docenti di altre scuole appartenenti alla rete”.

Si tratta di un processo virtuoso che contribuirà a una migliore formazione degli alunni tendenzialmente in crescita nel Marco Polo (per il prossimo anno scolastico è prevista l’attivazione di un settimo corso di lingua tedesca, grazie all’aumento degli iscritti che scelgono la lingua di Goethe). Questi ultimi, inoltre, avranno la possibilità di seguire corsi all’estero, con le scuole appartenenti alla rete, vivere momenti di condivisione con i partner (si pensi a gite culturali con scuole di altri paesi) e trascorrere parte della propria formazione in aziende o istituzioni culturali in Germania. Una serie di elementi che rendono da oggi il Marco Polo scuola all’avanguardia in Italia per la didattica della lingua tedesca (sono una cinquantina in tutto il Paese quelle appartenenti alla rete Pasch).

“E’ un bellissimo momento – spiega Kreuter-Lenz – perché vediamo allargarsi una vera e propria rete sociale che vede la lingua tedesca come filo conduttore, che unisce migliaia di studenti in tutto il mondo. La soddisfazione è doppia se pensiamo al gran numero di alunni presenti in questa scuola e all’esiguo numero di istituti entrati nella rete Pasch qui al Sud. Mi piace ricordare come il Goethe sia un istituto che gode di piena autonomia, nonostante sia legato allo Stato federale tedesco, impegnato nella diffusione e conoscenza non solo della lingua tedesca e della sua cultura, ma di tutto il paese reale, non patinato, ma visto con strumenti critici. Visto, quindi, nel suo complesso, anche con i suoi problemi e le sue contraddizioni”.

“Attraverso il Pasch – racconta Schneider – per molti ragazzi si potranno aprire grandi opportunità di lavoro, non solo per chi vorrà provare a vivere in Germania e nei Paesi di lingua tedesca, ma anche per chi vorrà lavorare qui in Italia o altrove con aziende o enti che hanno rapporti di interscambio con Paesi di lingua tedesca. Conoscere il tedesco oggi come oggi dà una marcia in più, se consideriamo che di base, nel mondo, tutte le persone istruite conoscono l’inglese. Sappiamo che è più difficile impararlo per un madre lingua italiano, ma il numero crescente di ragazzi che lo studiano sta a testimoniare che è possibile farlo,  che serve e che può essere un’opportunità affascinante”.

 

 


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