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Da qualche anno, atleti, dirigenti e tecnici delle società sportive devono essere beneficiari di una polizza contro gli infortuni che potrebbero derivare dallo svolgimento della loro attività. La stessa ha il mero scopo di tutelare i tesserati dalle conseguenze di lesioni e sinistri occorsi durante la pratica sportiva.

La sua stipula è stata resa obbligatoria per tutti gli sportivi tesserati con le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate e gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.
L’esigenza di stipulare una polizza assicurativa nasce, infatti, dal naturale pericolo di sinistro insito nei vari sport. Tale copertura assicurativa, che solitamente è insita all’atto di tesseramento con gli organismi su citati e scade 15 gg dopo la cancellazione dal medesimo organismo, serve a ricoprire le spese mediche e farmaceutiche affrontate in seguito ad un infortunio subito nell’ambito dello svolgimento dell’attività sportiva, sia esso gara o allenamento e tale da provocare danni fisici visibili e obiettivamente constatabili i quali possano infine condurre ad invalidità permanente o, nel peggiore dei casi, alla morte. Diversamente, in mancanza della tutela assicurativa e fuori dalle esimenti della scriminante sportiva, il responsabile della società o dell’infortunio occorso (e del danno subito) potrebbe essere costretto a pagare il risarcimento relativo ai costi di eventuali operazioni o riabilitazioni di cui necessiti la vittima. .
Le assicurazioni per infortuni sportivi impongono un’attenta analisi dei rischi associati alle varie discipline. Nella prassi, come già anticipato, le suddette coperture sono garantite mediante il pagamento da parte della società della quota di tesseramento.
Succede infatti che la maggior parte degli atleti si assicura con le Federazioni o gli Enti di promozione sportiva, utilizzando le polizze in convenzione, a mezzo associazione o società presso la quale gli sportivi militano. Ne consegue che in caso di sinistro, l’unico soggetto qualificato a poterlo denunciare è il legale rappresentante del sodalizio.
Il rimborso previsto dalla polizza sarà dovuto solo in caso di regolare svolgimento dell’attività. Al contrario, qualora l’infortunio si verifichi durante una attività sportiva non praticata nel rispetto dei regolamenti e delle leggi sancite, non sarà riconosciuto dalla compagnia assicurativa.
Ciò detto è in linea con la previsione di una serie di limitazioni previste dalla predetta polizza come ad esempio la necessità che le attività menzionate si svolgano secondo le regole prescritte dalla Federazione nazionale stessa, ed in presenza di almeno un istruttore. Le stesse pratiche devono essere disposte dagli allenatori. Gli infortuni indennizzati sono quelli che prescindono esplicitamente dalla volontà dell’assicurato, il quale ad esempio non deve aver assunto alcool nè alcun tipo di sostanza stupefacente o dopante, pena l’invalidità dell’indennizzo stesso.
Al fine di non incorrere nella scadenza dei termini, l’iter di denuncia, che varia a seconda della compagnia a cui spetta la liquidazione del danno, deve essere attivato entro pochi giorni dall’accadimento e deve essere corredato di ogni documentazione medica che attesti quanto si è verificato.
Per info ed approfondimenti, scrivere a: avvocato@valentinaporzia.com


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