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“C’è stata una rivoluzione dal punto di vista delle strategia e dei partiti, e quindi è cambiato lo scenario. Siamo in una situazione di emergenza che non è solo italiana, direi che è europea e mondiale, quindi se non si collabora… Le schermaglie posso capirle sotto l’aspetto elettorale, quando ci sono le elezioni, ma poi bisogna superarle queste cose”.

Così commenta le recenti affermazioni del governatore l’ex sindaco di Bari ed ex parlamentare di Forza Italia, Simeone Di Cagno Abbrescia, nominato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), presidente del Cda di Acquedotto pugliese tra molte polemiche che hanno anche portato un consigliere della maggioranza presente in consiglio regionale (Sinistra Italiana) a passare all’opposizione. Emiliano, parlando delle conseguenze del “tripolarismo”, ha evidenziato nei giorni scorsi la necessità per il Pd, in vista delle prossime competizioni amministrative e regionali, di “rivolgersi alle altre componenti della politica pugliese”, pensando al “M5s” o “alle aggregazioni civiche, anche quelle più vicine al centrodestra”. “Una buona amministrazione – rileva Di Cagno Abbrescia – non è nè di destra, nè di centro, nè di sinistra. Se uno fa un buon provvedimento non ha un colore. È buono e basta”.

“Qui c’è stata una rivoluzione – ribadisce – nessuno è andato in piazza con le molotov e i fucili, però c’è stato un segnale, soprattutto al Sud, di un grosso problema. Allora se il problema è grosso, le divisioni non credo siano auspicabili”. Per Di Cagno Abbrescia “le rivoluzioni portano sempre dei cambiamenti e mi auguro che siano positivi, e che la politica un pò stantia dell’ultimo decennio possa avere una scossa”. “E che tutto – aggiunge – sia teso a migliorare la qualità della vita dei cittadini, dei servizi”.

Quanto all’aiuto che potrà dare in prima persona al centrosinistra, Di Cagno Abbrescia precisa “che personalmente un segnale è stato dato: io – spiega – metto a mia disposizione la mia esperienza che, bontà loro, mi viene riconosciuta”. Sull’affermazione di Emiliano, secondo il quale Berlusconi dovrebbe lasciare libertà di movimento a Forza Italia, in Puglia e in Italia, Di Cagno Abbrescia spiega che questo “dovrebbe dirlo Berlusconi: anche lui – rileva – si dovrebbe rendere conto che non si può fare più politica come nel ’94. Ma – precisa – leggendo delle interviste, mi pare che Berlusconi si renda conto che qualcosa è cambiato e non c’è più tempo per cincischiare”.

Quanto alla possibilità che Emiliano allarghi la Giunta al centrodestra, dopo le dimissioni di tre assessori Pd, Di Cagno Abbrescia ritiene che “il potere democratico è di Emiliano: ha il massimo potere regionale, non è che se l’è preso, gliel’hanno dato”. “Quindi – sottolinea – credo che anche lui debba ragionare in una situazione moderna che non deriva solo dalla sua volontà ma da tutto quello che sta avvenendo”. “In Germania – prosegue Di Cagno Abbrescia – hanno aspettato sei mesi ma poi hanno fatto la grande coalizione. Si sta facendo una collaborazione tra le due forze che si contrapponevano: si superano i contrasti e le divisioni, si concordano i programmi, ma l’interesse è quello della Germania”.


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