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C’è chi lo ricorda con nostalgia, soprattutto considerando i risultati non troppo positivi per la nuova collocazione in viale di Maratona, chi invece quel mercato del lunedì proprio non lo poteva vedere tanto era soffocante, oltre a rappresentare un pericolo considerando la vicinanza con gli uffici del tribunale. Le bancarelle di via Nazariantz sono state trasferite nel 2013. Oggi, a distanza di cinque anni al loro posto c’è il futuristico ponte Adriatico, che ha snellito il traffico di entrata e di uscita dall’asse Nord Sud, anche se, in concomitanza con determinate ricorrenze che portano centinaia di persone al cimitero, entra in completo tilt con lunghe code fin sulla cima.

Bari è una città che è cambiata, e questo del ponte Adriatico è solo uno degli ultimi esempi. Cambiamenti che hanno portato fortissime contestazioni. Come è accaduto per via Sparano dove le tradizionali palme sono state rimpiazzate da un vialone con “effetto cannocchiale” che piace e non piace, ma che ha radicalmente modificato quell’immagine del salotto buono della città. I lavori sono in corso e termineranno entro la fine dell’anno, secondo cronoprogramma. Restituendo alla città la sua via principale dello shopping completamente rivisitata.

Altro cantiere ancora in corso (con oltre un anno di ritardo) è il lungomare di San Girolamo. Due chilometri di strada che sono stati resi pedonali: i residenti però sono ancora in attesa delle quattro spiagge (due dovrebbero arrivare per l’estate), mentre resta contestata la centrale piazza sul mare, un edificio che per i residenti non ha fatto che coprire e deturpare la vista prima libera della costa.

Poi ci sono le iniziative e le piccole opere, i marciapiedi più larghi in via Melo (che però hanno ridotto il margine di svolta), il servizio di porta a porta in ex frazioni che ha permesso l’eliminazione dei cassonetti dalle strade, insomma, Bari continua a cambiare, chi dice in meglio, chi in peggio. La realtà è che i nostri figli e nipoti conosceranno una città che non è quella nella quale abbiamo vissuto noi e quello che c’era prima sarà solo un ricordo in foto.

 

 


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