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“Sono 5.931 le industrie pugliesi di trasformazione alimentare e di produzione di bevande, un settore che non solo crea ricchezza e prodotti di qualità, ma dà lavoro a 32mila persone”. Lo dichiara Alfredo Prete, presidente di Unioncamere Puglia, in occasione di Cibus, a Parma.

“Essere presenti al Cibus, dove su 80mila visitatori il 20% viene dall’estero  – dice – significa dare un volto alle nostre eccellenze e dunque rendere riconoscibili i prodotti pugliesi, con la loro storia e tradizione di tipicità, per evitare il dilagare di ossimori alimentari come la burrata cinese. Ci siamo anche quest’anno, a Parma, Regione Puglia-assessorato Risorse Agroalimentari, Unioncamere Puglia e imprese. Insieme, in una consolidata collaborazione per traguardi sempre più ambiziosi”. “Le nostre sono imprese solide e pervasive – prosegue Prete – e una su dieci supera il valore di fatturato di un milione di euro all’anno. In questo nucleo più strutturato, 88 aziende oltrepassa la soglia dei 10 milioni di valore della produzione annui”.

Si tratta di un universo complesso – evidenzia l’Ufficio Studi di Unioncamere Puglia – che comprende industrie della panificazione (2.346 imprese), oleifici (637), aziende lattiero casearie (526), produttori di vino (408), pasta (389), prodotti da forno (273), industrie conserviere (212). Non mancano industrie molitorie, della torrefazione del caffè, conserviere dei prodotti del mare e della lavorazione delle carni. Il tutto senza contare l’indotto commerciale, che farebbe lievitare ulteriormente questi dati.


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