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Può ospitare 150 lavoratori la Foresteria per braccianti agricoli migranti inaugurata oggi a Turi (Bari) dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Chi è ospitato qui – ha rilevato il governatore – ha il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, quindi la catena della legalità è assicurata. I moduli abitativi sono sobri, climatizzati, e sono ad esempio gli stessi nei quali dormono i nostri soldati nelle missioni all’estero o gli operai di un qualunque cantiere che non abbia a disposizione altre soluzioni alloggiative”.

In questo periodo sono molti i lavoratori nella zona impegnati nella raccolta delle ciliegie. E la Regione Puglia, con un provvedimento di Giunta, fornirà al Comune di Turi il materiale utile per ospitare i lavoratori migranti nella foresteria intitolata a Stefano Fumarulo, il dirigente regionale scomparso prematuramente dopo anni di impegno contro le mafie e per una società multietnica. “Colgo l’occasione – ha aggiunto Emiliano – per ringraziare il sindaco per la collaborazione che ci aveva dato per realizzare questo obiettivo, che mira ad evitare il cosiddetto caporalato sin dall’inizio, perché questo è un luogo controllato, dove le forze dell’ordine verificano chi viene a prendere i lavoratori e a quali condizioni e, ovviamente, tutto questo per noi è un passaggio di civiltà». «Lo sfruttamento del lavoro – per Emiliano – danneggia non solo la nostra anima ma anche la nostra capacità commerciale: lo dico per i più cinici che prenderanno questa iniziativa come un eccesso di delicatezza nei confronti dei nostri fratelli che vengono a lavorare in campagna, senza dei quali le ciliegie non si potrebbero raccogliere”.


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