Una bambina di 13 mesi affetta da Seu, la Sindrome emolitica uremica, è ricoverata in condizioni critiche nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. La bimba è stata trasferita da Lucera, città del Foggiano in cui vive, nel capoluogo pugliese per essere sottoposta ad accertamenti e cure.

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I casi di Seu sono in aumento, Puglia e Lombardia sono le regioni più colpite: nel 2017 gli episodi confermati in Puglia sono stati 18. Numeri che non si registrano in altre aree d’Italia (la media nazionale è di 5 casi all’anno) e che preoccupa i medici.

La malattia colpisce i bambini, generalmente dai 2 anni fino ai 15. Proprio per questo  i medici hanno ritenuto di dover  avere un’attenzione particolare ai protocolli alimentari e di igiene che sono alla base di una prevenzione efficace dal momento che la Seu è una complicanza rara di un’infezione intestinale batterica, dovuta a ceppi di escherichia coli produttori di vero-citotossina o Shiga-tossina che si trasmette principalmente per via alimentare con l’ingestione di cibi di origine animale contaminati in fase di produzione o di lavorazione, attraverso ortaggi o frutti coltivati su terreni fertilizzati o irrigati con reflui da allevamenti bovini infetti.

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