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Puglia, rivoluzione 118: Agenzia unica e 5mila assunzioni. Ma i medici sono contrari

Pubblicato da: redazione | Dom, 22 Luglio 2018 - 17:00
(Foto di repertorio)

I medici baresi sono contrari alla imminente riforma del servizio 118 che il governo Emiliano si appresta a varare entro la fine di luglio. In una lettera, il sindacato Fimmg, il più rappresentativo tra i medici di base, ha preso una posizione netta e dura:  “Perché – dice Nicola Calabrese, segretario Fimmg – intervenire su un sistema che si è dimostrato efficiente, sottraendo inevitabilmente risorse – visti gli attuali vincoli di legge – al settore ospedaliero che è in cronica carenza di personale?”.

Il nodo critico è il passaggio di circa 5mila lavoratori – tra volontari delle associazioni e dipendenti – nell’Agenzia unica che nascerà. “La legge – sostiene la Fimmg – stabilisce che gli Enti del sistema sanitario debbano garantire che la spesa del personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’Irap, non superi il corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito dell’1,4%. Il vincolo riguarda il personale dipendente e non il personale in convenzione. Ne consegue che il costo dei medici del 118, attualmente in convenzione, passando alle dipendenze dell’Agenzia regionale contribuirebbero al raggiungimento del tetto di spesa per il personale stabilito per legge. Pertanto, risorse che avrebbero potuto essere destinate a coprire le carenze di personale medico in molti settori ospedalieri verrebbero, invece, destinate all’assunzione di personale attualmente in convenzione in un sistema come quello del 118 pugliese, che è considerato un’eccellenza a livello nazionale. Perché allora intervenire su un settore che funziona, quando altri ambiti della sanità pugliese soffrono per carenza di fondi e personale?”, rincara la dose la Fimmg. Secondo i medici di base, si rischia di smantellare un “sistema efficiente, impoverendolo il sistema territoriale”.

La settimana prossima la delibera dovrebbe essere portata in giunta e approvata, da ottobre invece la discussione si sposterà in Consiglio. L’obiettivo è portare a regime il nuovo sistema entro il 2020. Cosa cambierà? Ci sono diversi step e un percorso che dovrebbe durare almeno due anni: dopo l’approvazione in giunta, la parola passerà al Consiglio regionale, mentre nel 2019 le Asl dovranno portare a termine concorsi e assunzioni. Sono poco meno di 5mila i lavoratori che – previa procedure concorsuali che tengano conto anche del servizio precedentemente svolto – saranno assorbiti e assunti da una nuova agenzia per l’urgenza-emergenza. In pratica gli attuali dipendenti del 118 e i volontari delle associazioni verranno internalizzati e, subito dopo, formati con linee guida comuni. L’Agenzia centrale sostituirà gli attuali sei dipartimenti delle Asl e si creerà una sorte di rete unica che dovrebbe essere operativa – stando alle previsioni della Regione – entro gennaio 2020.

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