“Durante il Medimex a Taranto qualcuno nella folla diceva chiudi l’Ilva, ma io non ho la facoltà di tenerla aperta o di chiuderla. Se i governi decideranno di tenerla aperta non la possono di certo far funzionare come ha funzionato fino ad oggi, col carbone e ammazzando la gente. Se decidono di chiuderla, mi devono dare delle garanzie perché bisogna gestire 20mila persone che in qualche modo gravitano attorno a quella fabbrica”. Lo ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano (Pd), parlando con i giornalisti a margine dell’evento “Taranto Futuro Prossimo”, nel corso del quale sono state presentate le linee guida per la redazione del Piano strategico di Taranto.

“Si può fare – ha osservato Emiliano – sia una cosa che l’altra, e noi abbiamo il compito di agevolare le scelte del governo. Adesso – ha precisato – se ho capito bene, il governo sta valutando quello che noi avevamo impugnato davanti al Tar, cioè se l’aggiudicazione è valida o no, e ha avviato l’autotutela. Potrebbe rendere inutile il nostro ricorso, riconoscendo che la Regione Puglia aveva ragione. Questo – ha rilevato Emiliano – dal punto di vista del principio mi fa anche piacere, ma non risolve il problema”.

Per Emiliano è anche “possibile che il ministro Di Maio, dopo avere annullato la gara, si ponga nuovamente il problema di cosa fare. Se ha bisogno del nostro punto di vista, oggi, in occasione di questa discussione, noi potremo offrirgli anche uno scenario alternativo. Cioè – ha sottolineato – potremmo dirgli che se dovesse decidere di chiudere l’Ilva, ci sono molti scenari industriali che sono percorribili al posto dell’acciaieria. Però – ha concluso Emiliano – se decide di tenerla aperta gli faremo presente che ci sono delle tecnologie per far funzionare gli altiforni che non sono quelle tradizionali a carbone”.


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1 COMMENTO

  1. Oh bella!
    Ora il problema della produzione di acciaio in rilevanti quantità, come richiesto dai grandi Paesi avanzati del mondo (tra i quali pare ci sia ancora anche il nostro!) è il CARBONE (indispensabile per questo tipo di grandi impianti ad altoforno!), mentre non parlano mai del Minerale di Ferro, ancor più fondamentale e rilevante anche in termini quantitativi per tale produzione!

    Magari un viaggio in Germania, od in Olanda, o in Francia, o in Austria (solo per citare casi non lontani ed autorevoli), potrebbe servire ad un opportuno approfondimento!

    Se poi, invece, siamo in condizione di avviare concretamente attività alternative per quei circa 20.000 lavoratori, vien da domandarsi perché NON si sia attivata tale capacità, ancor prima e comunque a prescindere dal la presenza dell’ILVA e della sua fondamentale produzione per un Paese ancora avanzato!

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