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“Per noi la mafia foggiana è una priorità assoluta”. Lo hanno detto gli inquirenti della Dda di Bari presentando i risultati di due operazioni antimafia che nelle scorse settimane hanno portato al fermo di sei presunti componenti di spicco della criminalità viestana.

Dal 2015 ad oggi a Vieste ci sono stati 14 delitti e “queste carcerazioni – ha detto il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe – hanno probabilmente impedito altri omicidi”. Il 21 agosto la Polizia ha eseguito il fermo dei cugini Claudio e Giovanni Iannoli, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con l’aggravante mafiosa e detenzione di armi. I due farebbero parte del gruppo criminale capeggiato dal pregiudicato Girolamo Perna, ex luogotenente del boss Angelo Notarangelo, ucciso in un agguato nel 2015. Il gruppo da allora è in guerra con una organizzazione rivale i cui esponenti sono stati fermati in un altro blitz dei carabinieri, il 7 agosto: sono Marco Raduano, suo nipote Liberantonio Azzarone, Luigi Troiano e suo figlio Gianluigi. Ne dà notizia l’Ansa.


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