E’ morto all’età di 78 anni, il professor Giuseppe Tucci. Figura stimata e apprezzata nel suo lavoro di giurista, avvocato e docente della facoltà di giurisprudenza di Bari. Ma soprattutto per le sue battaglie legali in favore degli ultimi, dei lavoratori, dei braccianti e dei migranti. A cominciare da quelli della sua Calabria, dove era nato e cresciuto, a Rossano (Cosenza) per la precisione. Laureato in giurisprudenza giovanissimo,  con lode, proprio all’Università di Bari nel novembre 1962, era professore ordinario nella stesa facoltà dal 1975. Dal 1971 e 1975 è stato ricercatore nella School of Law della California University dì Berkeley,

“Nel 2005-2006 è stato coordinatore – si legge nel suo curriculum – del pool di avvocati che ha assistito i parenti e le vittime pugliesi del disastro aereo di “Capo Gallo” Palermo, riuscendo ad ottenere, anche per i propri assistiti, il risarcimento dei danni in via stragiudiziale in meno di un anno dalla sciagura”.

Negli ultimi 13 anni ha dedicato il suo lavoro e le sue pubblicazioni ai “problemi relativi agli esclusi”: disabili, nuove schiavitù, discriminati per nazionalità. Nel 2011 “ha difeso con successo – si legge sempre nel suo curriculum – la legge della Regione Puglia in materia di immigrazione innanzi alla Corte costituzionale”.

“La scomparsa di Peppino Tucci è una gravissima perdita – scrive sul suo profilo Facebook l’editrice Maria Laterza -. Un’altra insostituibile persona che ci lascia smarriti e soli. Non ci resta che ricordarlo come grande giurista attento sempre agli ultimi e e come grandissimo uomo di straordinaria cultura e umanità”.

“Peppino Tucci è stato un indiscutibile maestro – scrive Ugo Patroni Griffi –  e principe del foro. Ma era anche un uomo arguto e di straordinaria cultura (Il professor Tucci il primo da sinistra. Foto Facebook)

 

 

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