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Un busto in ricordo di Aurelio Gironda Veraldi, “quello che è stato un grandissimo uomo e un grandissimo avvocato”. Con una cerimonia nel tribunale di piazza De Nicola, i maggiori rappresentanti del mondo forense di Bari e della Puglia hanno voluto ricordare l’avvocato barese. “Un regalo enorme che noi abbiamo fatto a mio padre e che mio padre ha fatto a noi – dice il figlio Vittorio Gironda Veraldi, anche lui noto avvocato – che racchiude la sua intera esperienza professionale e la sua grande umanità. Oggi rivive in mezzo a noi, in quello che è stato il suo mondo”.

 

 

La cerimonia

“L’orgoglio della toga”, questo il titolo della cerimonia che ha avuto luogo questa mattina. Dopo i saluti del presidente della Corte di Appello di Bari, Francesco Cassano, del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefani, del vice presidente del Consiglio nazionale Forense, Francesco Logrieco, e dell’avvocato generale della Corte di Appello di Bari, Angela Tomasicchio, ha presieduto la cerimonia Gaetano Sassanelli, presidente della Camera Penale di Bari. Diverse le testimonianze: Franco Coppi, avvocato del Foro di Roma, Niccolò Ghedini, avvocato del Foro di Padova, Emilio Nicola Bubbico, avvocato del Foro di Matera, Domenico De Facendis, presidente del tribunale di Bari, Francesco Monaco, avvocato del Foro di Bari e Vittorio Gironda Veraldi, avvocato del Foro di Bari.  Introduzioni affidate a Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione delle Camere penali  italiane.

 

La carriera e i riconoscimenti

Aurelio Gironda Velardi è stato un avvocato penalista tra i più illustri del Foro di Bari,  parlamentare di Alleanza Nazionale dal 2001 al 2006. Nato nel 1926 a Taverna (Catanzaro), era cresciuto professionalmente nella scuola e nello studio di Giuseppe Papalia, sindaco e senatore del Partito socialista.   Candidato come componente del Csm, nel 2002 declinò la designazione: «Non se ne parla proprio – disse senza indugi – ho deciso che voglio morire con la toga addosso e non accetterò alcun incarico che implichi l’incompatibilità con la professione forense. Per quanto mi riguarda, il discorso è chiuso».

Appassionato di calcio e della squadra della sua città,  nel 1977 fu socio e amministratore su invito del benemerito presidente Angelo De Palo. Tornò  a difendere il club nel 2012 nell’inchiesta sul calcioscommesse.

 


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