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Il blocco dei fondi per le periferie deciso di recente con un emendamento notturno è l’argomento che maggiormente tiene banco tra le reazioni al discorso del premier Giuseppe Conte all’inaugurazione della Fiera del Levante. Argomento che si affianca a quello della vicenda Ilva di Taranto.

“Dato che è pugliese – ha dichiarato il governatore pugliese Michele Emiliano – saremo particolarmente buoni con lui. Forse ha bisogno di un consulto per la questione dei fondi sulle periferie. A Taranto e Foggia, ad esempio – saltano 50 milioni”. Sulla città che ospita la più grande acciaieria d’Europa, Emiliano ha anche affermato che è necessaria massima attenzione da parte del governo centrale e ha ribadito la sua proposta sulla “decarbonizzazione” anche attraverso l’utilizzo del gas della Tap per la produzione del siderurgico.

Sul finanziamento destinato alle periferie ha insistito nel suo discorso anche il sindaco di Bari, nonché presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Mentre le reazioni dei sindacati sono contrastanti tra loro.

“Sul piano dei contenuti – commenta il segretario regionale Cgil, Pino Gesmundo – l’intervento del premier è stato deludente: enunciazione di principi, anche condivisibili, ma nessuna proposta concreta. Ad esempio sulla partecipazione pubblica all’economia per la ripresa del Sud che non può consistere solo e soltanto in interventi a favore delle imprese come decontribuzioni e defiscalizzazioni, questi si enunciati, ma già sperimentati e che non hanno nulla di strutturale, non selezionano un fare impresa innovativo e di qualità e determinano un impatto occupazionale contingente al periodo dell’intervento, mentre servirebbero politiche di lungo periodo finalizzate a creare occupazione di qualità, specialmente per i giovani”.

E ancora: “Nulla è stato dettagliato sulle politiche energetiche, tra cui la vicenda che interessa la Tap, mentre sull’Ilva, una delle vertenze più importanti di questa regione è dell’intero Paese, è totalmente mancato il riconoscimento al ruolo e all’azione svolta dal sindacato nel raggiungimento dell’accordo. Il Premier ci dice di aspettare la manovra economica per valutare le scelte del Governo ma se pensiamo all’ascolto che l’esecutivo sta dando a regioni del Nord su progetti di autonomia differenziata, se pensiamo agli interventi fiscali annunciati come la flat tax, si tratta di misure – conclude Gesmundo – che penalizzano le regioni e le persone più deboli, tra cui proprio gran parte delle aree meridionali”.

“Pur con l’alibi della breve esperienza governativa, il discorso del premier Conte è sembrato molto ricco di buoni propositi – dichiara Franco Busto, segretario generale della Uil Puglia -, ma povero di concretezza. Prendiamo atto che, a parte un breve passaggio sull’Ilva, poco o nulla è stato detto sulle strategie che l’Esecutivo intende adottare nel breve-medio periodo per affrontare la questione occupazionale, un’emergenza straordinaria al Sud e in Puglia, con tassi di disoccupazione elevatissimi, che però a quanto pare non rientra tra le priorità dell’attuale Governo”.

Busto aggiunge: “Condividiamo l’appello lanciato dal sindaco Decaro e dal presidente Emiliano. La politica ha il dovere di ritrovare il dialogo con le parti sociali nella direzione di una ritrovata solidarietà collettiva, abbandonando sterili slogan utili a ottenere qualche like in più o a soffiare sul vento del populismo, e intervenendo, con efficacia e con senso di responsabilità, sulle reali esigenze di un Mezzogiorno che ha il dovere di pensare di nuovo in grande e di credere nelle proprie ambizioni: lavoro innanzitutto, ma anche infrastrutture, sostenibilità ambientale e produttiva, welfare. Tutti fattori senza i quali – conclude – non solo non c’è futuro, ma parlare di crescita e di sviluppo diventa un mero esercizio dialettico”.

“Quello del Premier Conte è stato un discorso equilibrato, ma ora lo attendiamo alla realizzazione delle esposizioni di oggi sulle politiche del Governo per il Mezzogiorno – ha commentato invece la segretaria Cisl Daniela Fumarola – . Forse ci aspettavamo una illustrazione più dettagliata delle misure che l’Esecutivo nazionale metterà in campo per ridare slancio ad una robusta azione di politiche di sviluppo e crescita nel Sud ma, magari, dipende dal fatto che Conte non ha voluto anticipare, se non per grandi linee, la prossima manovra di bilancio”.

 


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