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il migliore ospedale pugliese per quanto riguarda l’umanizzazione delle cure e dell’assistenza è il San Paolo di Bari. E’ quanto emerge dal rapporto Agenas e Aress sulla “valutazione partecipata dell’umanizzazione nelle strutture di ricovero” presentato ieri in Fiera del Levante dal direttore Giovanni Gorgoni.

Le pagelle dei 59 ospedali pugliesi

Da un voto complessivo di 5,8 a 6,9, in un anno – dal 2017 al 2018 – i 59 ospedali pugliesi, 33 pubblici e 26 privati, passano dalla mediocrità ad una sufficienza piena in quanto ad umanizzazione delle cure e dell’assistenza. Ma a deludere sono i grandi ospedali. La ricognizione è stata eseguita da gruppi di valutazione composti anche da volontari che hanno dovuto verificare la presenza negli ospedali di servizi, processi e logistiche riuniti in 156 item funzionali a una corretta relazione umana con il paziente/cittadino. L’analisi è complessa e prende in considerazione 4 grandi aree tematiche che raggruppano circa 300 parametri diversi. Le aree tematiche sono: “Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona”; “Accessibilità fisica, vivibilità e comfort degli ospedali”; “Accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza”; “Cura della relazione con il paziente e con il cittadino”. Tutti gli ospedali, pubblici e privati sono stati esaminati e il voto finale generale è positivo rispetto a quello di un anno fa: la media è di 6,9 su una scala da 1 a 10, rispetto al 5,8 del 2017. L’area tematica dove gli ospedali pugliesi raggiugono il voto complessivo più alto è quella dell’accessibilità, vivibilità e comfort: 7,4 rispetto al 6,6 dell’anno scorso; a seguire “accesso alle informazioni” (6,7); “cura della relazione con il paziente (6,7); e “processi assistenziali e organizzativi” (6,6). Mediamente, quindi, si può dire che gli ospedali sono finalmente a dimensione di paziente.

I voti provincia per provincia

A livello provinciale, il voto più alto lo ottengono gli ospedali di Bari e Taranto con 7,3; seguono Lecce (6,8), Foggia (6,6), Brindisi (6,5) e Bat unica insufficiente con 5,7. Nel confronto tra pubblico e privato, vince il secondo quasi ovunque tranne che a Taranto: nella citta ionica, infatti, le strutture pubbliche ottengono un giudizio di 7,6 quelle private 7,1. A Lecce, invece, il privato batte il pubblico (6,9 contro 6,7), scarto ancora più ampio a Brindisi (voto 6 per i centri pubblici, 7,9 per i privati); a Bari si equivalgono quasi (7,3 il giudizio per il pubblico, 7,4 per il privato).

I 5 migliori ospedali

Gli ospedali che hanno ottenuto un giudizio superiore all’8, quindi di eccellenza, sono cinque: il San Paolo di Bari (8,5), clinica Santa Maria di Bari (8,5), Casa Sollievo della Sofferenza (8,2), San Camillo di Taranto (8,1), Di Venere di Bari (8). Bene anche l’ospedale di Martina Franca (7,8), i due centri di Galatina, San Francesco e Santa Caterina (rispettivamente 7,7 e 7,6), Città di Lecce (7,9) e Salus Brindisi (7,9), l’ospedale della Murgia (7,8). Paradossalmente a deludere sono i grandi ospedali: il Fazzi di Lecce raggiunge una sufficienza striminzita (6,2), poco meglio il Perrino di Brindisi (6,4), il Policlinico di Bari incassa un buon 7,3 ma è preceduto da ben 9 ospedali nella provincia barese, il Bonomo di Andria e il Dimiccoli di Barletta sono addirittura giudicati insufficienti (rispettivamente 5,8 e 5,7), gli Ospedali Riuniti di Foggia ottengono un 6,4. Solo il Santissima Annunziata riesce ad ottenere un buon voto: 7,7.


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