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“Non vorrei che ci dobbiamo aspettare il sorpresone, perché qualcuno inizia ad insinuare l’ipotesi che noi avvocati saremo chiamati nelle cancellerie per le notifiche a mano dei processi penali, che è una cosa irriguardosa non solo nei confronti degli avvocati ma della comunità e della giurisdizione, che deve funzionare con le sue regole”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Giovanni Stefanì, intervenendo al congresso nazionale dell’Aiga.

Stefanì fa riferimento al problema delle migliaia di notifiche da fare per i processi penali sospesi a causa della inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz e per le quali era stata annunciata dal ministro una task force. “Se gli interlocutori fossero stati ascoltati – dice Stefanì tornando sulla richiesta disattesa di procedure straordinarie per risolvere il problema dell’edilizia giudiziaria barese – noi saremmo oggi in una prospettiva assai diversa da quella che si dipana davanti ai nostri occhi, che è quella di non riuscire a distinguere la task force per le notifiche, che io non ho visto, da quella che viene qui ed esaminare i progetti, gli edifici, studia la distribuzione degli spazi”. “Ora però – conclude Stefanì – basta con le polemiche, con gli annunci e i social network, mettiamoci attorno a un tavolo e condividiamo le soluzioni, che non possono essere affidate alla propaganda”.

“Ho ascoltato le parole del ministro della Giustizia ieri a Trani e mi fa piacere che c’è una disponibilità a procedere in maniera spedita per trovare una nuova collocazione per il Tribunale penale. Spero nei prossimi mesi che si completino i lavori per dare all’edilizia giudiziaria di Bari la dignità che merita e che purtroppo non ha più da tanto tempo. Sarà una soluzione temporanea e spero che si possa procedere speditamente verso quello che abbiamo chiamato il polo della Giustizia all’interno delle Casermette, una soluzione condivisa da tutti”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente nazionale dell’Anci, Antonio Decaro, intervenendo al congresso nazionale straordinario dell’Aiga inaugurato ieri a Trani dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e che prosegue oggi e domani a Bari sui temi della digitalizzazione dei processi, della previdenza e della riforma della Giustizia. “Questo è un momento di difficoltà per l’avvocatura – ha detto Decaro – che in questa città si sente un pò di più, in particolare per gli avvocati penalisti, per i problemi dell’edilizia giudiziaria. Non farò polemica, purtroppo ho dovuto far polemica ieri con il Governo per un tema legato alle periferie”. “Ero stato definito irresponsabile”, ha continuato il sindaco tornando sul tema dell’edilizia giudiziaria e ricordando il botta e risposta col ministro sulla decisione del Comune di concedere una proroga per lo sgombero del Palagiustizia inagibile di via Nazariantz.

“Mi sono anche preso la mia irresponsabilità, ho detto che me l’assumevo tutta, perché quella irresponsabilità probabilmente ha permesso alla giustizia barese di continuare a svolgere la propria attività all’interno di un edificio che ha tanti problemi, anche quello del rischio crollo, ma con misure cautelative dando la possibilità ai pubblici ministeri e alle segreterie di continuare a lavorare in una città difficile, dove ci sono 16 clan criminali”.


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