Un treno, quello in partenza da Putignano per Bari, che non aspetta il bus sostitutivo e i suoi passeggeri in arrivo da Martina Franca. L’ennesimo pullman sulla linea Bari – Taranto finito in avaria lungo la Statale 100. E’ stata un’altra giornata nera per le Ferrovie del Sud Est. A farne le spese, come sempre, gli utenti, pendolari per lo più: studenti e lavoratori.

Come quelli costretti a scendere all’altezza di Gioia del Colle dal bus partito alle 15 da Bari in direzione Taranto. La temperatura del mezzo è cominciata a salire improvvisamente fino a costringere l’autista a fermarsi. I passeggeri sono risaliti su un’altra vettura che, però, come testimoniano le fotografie, ha viaggiato con il parabrezza lesionato. Non proprio in sicurezza, per utilizzare un eufemismo.

Altro disagio alla stazione di Putignano dopo l’arrivo del servizio sostitutivo per i lavori iniziato sui binari della tratta che porta verso Taranto. A raccontarlo è una pendolare. “Oggi sono partita alle 13 dal Alberobello col pullman – spiega – . Arrivata alla stazione di Putignano sono scesa e ho raggiunto il treno fermo. Non un’indicazione, non un addetto, non un misero annuncio, niente: sono salita sul primo treno, convinta che fosse lì in attesa che arrivassimo noi poveri disgraziati. Il treno resta fermo – prosegue  – in stazione per parecchio tempo, ma non me la sento di scendere per chiedere informazioni a qualcuno (in realtà non vedevo nessuno, ma avrei cercato all’interno dei locali), perché magari rischio che parta da un momento all’altro lasciandomi a terra. Alla fine parte alle 14.15 (a quest’ora in genere è a Rutigliano o a Noicattaro) e scopro solo in quel momento che è un via Casamassima. Non solo: più tardi vengo a sapere che arriverà a Bari alle 16! A Quando sarei dovuta arrivare alle 15! E perché? Perché il via Conversano che avrebbe dovuto accogliere i pendolari dell’autolinea Martina-Putignano era già bell’e partito quando noi siamo arrivati in stazione a Putignano. Ma nessuno – conclude la pendolare – si è degnato di avvisarci, consentendoci magari di scegliere se arrivare a destinazione con un’ora di ritardo o se tornare indietro”.

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