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I luoghi di detenzione sono le periferie delle periferie. Portare nelle carceri l’arte e la cultura in tutte le loro declinazioni serve a rimettere al centro un’umanità spesso dimenticata, quanto mai bisognosa di sentirsi coinvolta nel normale flusso della vita sociale. Strutturare le esperienze, metterle a sistema, creare sempre più nuove connessioni in continuità con le tante iniziative che da molti anni coinvolgono l’universo carcerario in Puglia; questo l’intento dell’accordo raggiunto tra il provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata, Carmelo Cantone e il presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Giuseppe D’Urso, che sarà trasformato in protocollo d’intesa e firmato quanto prima.

Nasce così una cabina di regia del coordinamento teatro in carcere, che già comprende una formazione di circa dieci associazioni ed è sempre aperta a nuove proposte e adesioni. Valorizzare i progetti già esistenti e dare loro un carattere di continuità, mettere in rete le esperienze territoriali, contribuire al lungo e faticoso lavoro di inclusione sociale e al recupero secondo lo spirito della Costituzione, rendere formativo il tempo della pena, lavorare in modo trasversale con chi opera nel settore, questi i primi passi della convenzione che si andrà a definire. Nelle prossime settimane avrà luogo il primo incontro del coordinamento per fare il punto della situazione, mentre sono già in cantiere i programmi per i prossimi mesi che presto saranno delineati in ogni dettaglio e resi pubblici.


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