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A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, è legge il decreto su Genova e altre emergenze. Il testo è stato approvato dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna. Sono 10 i senatori M5s che non hanno preso parte alla votazione, come precisa l’Ansa: Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco.

A scatenare le polemiche il pugno alzato del ministro Toninelli per festeggiare il voto. “E’ inaccettabile e indecente quello che ha fatto il ministro. Non gli chiediamo di condividere o comprendere quello che stiamo dicendo, ma ascolti e dia il buon esempio alle scolaresche che ci stanno guardando”, afferma la capogruppo di Forza Italia, Annamaria Bernini, ed ha esortato il ministro a non venire più in Aula “ad alzare i pugni”.

Attacca anche il Pd: “Genova non merita un ministro da stadio – dice su Twitter il senatore del Pd Davide Faraone -. L’atteggiamento squallido di Toninelli oggi al Senato, sempre al telefono e poi con il pugno alzato in segno di sfida mentre si votava un provvedimento dopo una tragedia, è la fine della decenza. #toninellidimettiti”.

 Soddisfazione dal premier, Giuseppe Conte: “Il decreto Genova è legge. Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il governo è al vostro fianco, Genova si rialza”, scrive, in un tweet.

Cosa prevede il decreto

Il provvedimento delinea la figura del commissario straordinario per Genova, specificando che rimarrà in carica per 12 mesi rinnovabili per non più di un triennio. Le spese per la ricostruzione del nuovo ponte saranno a carico di Autostrade. Vengono stanziati 30 milioni l’anno fino al 2029 in caso la società non dovesse rispettare l’impegno o dovesse ritardare i pagamenti.

Il decreto prevede l’istituzione della zona franca a Genova, a sostegno delle imprese che hanno avuto difficoltà economiche a causa del crollo del ponte. Sono previsti aiuti e sostegni, anche sul fronte della tassazione, ai cittadini del capoluogo ligure, e in particolare a sostegno di chi ha perso la casa o ha dovuto abbandonarla.  Risorse per il trasporto locale e per i camionisti.

Un’altra serie di norme si rivolge alle zone terremotate, in particolare alle regioni del Centro Italia ma soprattutto all’isola di Ischia (articolo 25). Si dispone che entro 6 mesi i comuni colpiti dal sisma devono chiudere le pendenze ancora aperte rispetto alle richieste di sanatoria presentate in base al condono edilizio del 1985. A differenza di quanto previsto dalla più recente normativa del 2003, che stabiliva lo stop della messa in regola di alcuni edifici, la norma in questione fa sì che quegli immobili o parte di essi possano invece essere condonati.


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