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Armati di kalashnikov e pistole hanno fatto irruzione nella villa di un fornaio di Noci, Angelo Locorotondo, e hanno sequestrato il figlio Valerio, esplodendo alcuni colpi per intimidire i presenti. Il rapimento è stato, però sventato in 24 ore dai carabinieri.

Tutto ha avuto inizio la sera di domenica 18 novembre, quando cinque persone hanno fatto irruzione nell’abitazione del fornaio di Noci, sequestrando il figlio di quest’ultimo, il 21enne Valerio Locorotondo, ed esplodendo alcuni colpi per intimorire i presenti, tra di loro anche la fidanzata 18enne del ragazzo sequestrato. Dopo aver rapinato le vittime e aver colpito ripetutamente al capo Angelo Locorotondo con il manico della pistola, i criminali sono fuggiti portando con sé il ragazzo. L’immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri ha costretto i rapitori  ad abbandonare le vetture utilizzate per l’azione, all’interno di una delle auto è stato rinvenuto e sequestrato il fucile d’assalto utilizzato nell’azione.

Le indagini hanno poi consentito di ricostruire l’intera vicenda: il rapimento era stato organizzato per recuperare un presunto credito di 50mila euro maturato dai rapitori nei confronti di Paolo Locorotondo, fratello di Angelo e zio di Valerio. A quel punto i carabinieri sono riusciti ad individuare i componenti dle commando e ad arrestarli, cinque in tutto, e a liberare il ragazzo tenuto legato all’interno di un ripostiglio.

Gli arrestati sono: Nicola Annoscia, 29 anni, Pasquale Lorusso, 32 anni, Carmine Manzari, 25 anni, Luigi Annoscia, 20 anni e Manzari Cristofer, 28 anni. Sono accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata e detenzione di armi e munizionamento comuni e da guerra, tutti commessi in concorso tra di loro.


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