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Giuseppe e Maria sono immersi in un mare fatto di bottiglie in plastica. Gesù Bambino, invece, ha la pelle nera ed è al centro di un salvagente arancione, come quelli usati per i salvataggi in mare. Alle spalle della Sacra Famiglia, un braccio con la pelle nera che emerge dall’acqua, simbolo inequivocabile di un migrante che sta annegando, e poi reti rosse e boe di segnalazione.

Fa discutere il presepe allestito in piazza ad Acquaviva delle Fonti, Comune a circa 25 chilometri da Bari. “Il bambino nasce nel mare – spiega il sindaco Davide Carlucci – dove con Giuseppe e Maria, profughi, non accolti da nessuno, vive l’esperienza che molti migranti affrontano nel nostro mar Mediterraneo”. E aggiunge: “Quando l’arte fa scandalo, e quando anche il messaggio religioso è, per dirla con don Tonino Bello “scandaloso”, vuol dire che l’obiettivo è stato raggiunto». E a chi critica il presente pro-migranti risponde: “Vi sarebbe piaciuto vietare questa installazione, vi sarebbe piaciuto dar sfogo a pruriti fastidiosi. Ad Acquaviva c’è ancora la libertà, c’è ancora la democrazia. Fatevene una ragione”.


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