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Puglia, la Cgil attacca la Regione sull’Arif: “Stabilizzare lavoratori fondamentali per l’agricoltura”

Pubblicato da: redazione | Mar, 15 Gennaio 2019 - 08:15
Mentre tutto il mondo agricolo pugliese: imprenditori, associazioni di categoria e sindacati unitari, scendono in piazza per chiedere risorse economiche per fare fronte alle calamità naturali, maggiori finanziamenti per le attività produttive del settore e interventi mirati per sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti, i servizi fondamentali per l’agricoltura come l’agrometereologia e il servizio per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari della Regione Puglia è scomparso dai radar”. È il lapidario commento di Maria Giorgia Vulcano e Antonio Gagliardi, rispettivamente coordinatrice Nidil Cgil Puglia e segretario generale Flai-Cgil Puglia.
La legge regionale che ha affidato all’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif), sarebbe in grado di garantire alle imprese agricole del territorio pugliese tutti quei servizi obbligatori previsti dal Piano Agrometereologico Regionale (Par) e per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, solo se l’Agenzia affidataria recuperasse il ritardo, le cui responsabilità andrebbero accertate da altro soggetto, e si attrezzasse definitivamente in modo organico per svolgere tale compito.
Accade, invece, che l’Osservatorio Fitosanitario Regionale non ha ricevuto la “Programmazione” per il 2018: “evidentemente, qualcuno, non si è accorto che siamo nel 2019 e che la Programmazione per l’anno in corso, per quanto è dato sapere, è avviluppata nei meandri di qualche ufficio incapace di dare ordine alle cose”, commentano dal sindacato della Cgil. “Avevamo apprezzato la validità e la determinazione con cui l’assessorato regionale all’Agricoltura aveva deciso, con fermezza, di dotare la Puglia di un nuovo quadro normativo nella materia specifica. Il ripristino delle attività del Par rappresenta per il nostro Sindacato un risultato importante giunto dopo una lunga vertenza, tutta incentrata nel garantire i livelli occupazionale e per non disperdere il patrimonio di conoscenze ed esperienze che questo personale ha acquisito attraverso un periodo trentennale di attività nel settore, fortemente apprezzato dalle altre regioni italiane”, puntualizzano i sindacalisti.
Tuttavia, Nidil e Flai temono sempre più che, con la mancata piena applicazione della legge regionale 33/2017, si determini il pericolo di disimpegno sociale ed economico di servizio pubblico delegato. “Va applicata la legge in tutte le sue parti, compresa la stabilizzazione dei personale tecnico ed amministrativo in grado di garantire quei servizi previsti da norme dello Stato”, concludono Vulcano e Gagliardi.
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