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Nuove linee guida della Regione Puglia in merito ai servizi sanitari ospedalieri.  Il Comitato Permanente per la Verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza ha evidenziato alcuni aspetti sui quali intervenire, a cominciare dalle percentuali di dimissioni da reparti chirurgici superiori ai valori nazionali, così come la percentuale di ricoveri diurni di tipo diagnostico sul totale dei ricoveri diurni di tipo medico. Ne è risultato anche un elevato ricorso all’ospedalizzazione degli ultra 75enni pari a 283 per 1000 anziani (sopra la media nazionale). Superiore alla media nazionale anche il valore della degenza media pre operatoria.

La Giunta ha quindi stabilito che le strutture pubbliche e private accreditate avviino un ulteriore percorso di miglioramento dell’appropriatezza e della qualità delle prestazioni, con particolare riferimento a:
a)                       riduzione delle dimissioni da reparti chirurgici con medico;
b)                       riduzione della degenza pre-operatoria;
c)                    riduzione del tasso di ricovero ordinario in età pediatrica per asma e gastroenterite;
d)                     riduzione della quota di parti cesarei primari (sui parti cesarei si sta lavorando ad un provvedimento dedicato ndr)
e)                     incremento della quota di interventi a pazienti ultra-sessantacinquenni con diagnosi principale di frattura del collo del femore, eseguiti entro 2 giorni.

Nelle Linee guida approvate oggi è rafforzato di molto il sistema di controllo. La delibera prevede infatti la formazione nei presidi pubblici, dei Nuclei Interni di verifica che, coordinati dall’Aress, svolgeranno i controlli sulle prestazioni sanitarie, con il fine anche di rendere omogenea sul territorio regionale la qualità delle prestazioni sanitarie, ogni tre mesi. Istituite anche le  Uvarp  (Unità di Valutazione dell’Appropriatezza dei Ricoveri e delle Prestazioni di Specialistica ambulatoriali): unità di controllo aziendali che possono effettuare verifiche anche oltre i termini stabiliti, su mandato del Direttore Generale della Asl,   ogni qual volta emergano delle criticità rilevanti sia da un punto di vista clinico sia economico.


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