Il reddito di cittadinanza, un sussidio messo a disposizione dallo Stato per aiutare le famiglie indigenti, presto entrerà in vigore e per usufruire degli aiuti economici c’è chi sta cercando tutti gli stratagemmi. Il più utilizzato è il cambio di residenza: un cittadino, ad esempio, che ha sempre vissuto a casa dei genitori non può usufruire degli aiuti se il reddito è superiore alle soglie previste. Da qui l’idea: il cambio di residenza che porti a trasformare quindi il singolo in famiglia indipendente.

Borderline24 ha chiesto al Comune di Bari i dati inerenti le domande di cambio di residenza. Dal prospetto ne è risultato un aumento drastico soprattutto nel mese di novembre (quasi il doppio rispetto allo scorso anno). Si passa da 282 domande nel novembre 2017 a 448 nello stesso mese dell’anno successivo. Anche gennaio ha registrato un lieve incremento da 325 a 396.

“Effettuiamo regolarmente i controlli – spiega l’assessore ai Servizi anagrafici, Angelo Tomasicchio – anzi sono doppi controlli, prima c’è l’informatore e poi la polizia locale. Quindi i furbetti saranno individuati, se ci saranno ovviamente”.

I requisiti per accedere al reddito di cittadinanza sono i seguenti:

  • essere cittadino italiano;
  • in alternativa, essere cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni al momento di presentazione della domanda.
  • percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
  • possedere un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possedere un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possedere, oltre alla prima casa, un secondo immobile, che non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
  • possedere un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.
caricamento...

5 COMMENTI

  1. Fatto salvo il fatto che chiunque può chiedere un cambio di residenza senza essere per questo sospettato automaticamente di qualcosa, se poi corrisponda o meno al vero sarà compito del Comune accertarlo, tramite bollette Enel e gas etc.
    Sarebbe invece un buon segnale se giovani che vivevano con i genitori ora grazie al Reddito di Cittadinanza acquisiscono una loro indipendenza economica e residenziale.

    • In pratica lei ritiene giusto che lo stato usi i soldi di chi paga le tasse per far si’ che i giovani disoccupati che finora hanno vissuto a casa con i genitori, se ne possano andare a vivere da soli?
      Mi perdoni ma io preferirei che i miei soldi venissero usati per la sanita’, per l’istruzione, per incentivare la competitivita’ delle aziende. Non per dare la mancetta a costoro.
      Tra l’altro non mi sembra che andarsene di casa sia una condizione senza la quale non si possa cercare da lavorare.
      Al limite preferirei che quei soldi venissero usati per i ragazzi che trovano da lavorare lontano da casa, e che dimostrano di aver bisogno di qualche aiuto per poter vivere dignitosamente.

  2. Cambiare residenza non è un reato e se il Reddito di Cittadinanza contribuisce a rendere indipendenti giovani che altrimenti per necessità resterebbero a casa allora ben venga e bando alle polemiche strumentali.

LASCIA UN COMMENTO:

Please enter your comment!
Please enter your name here