Elisabetta Pani, candidata sindaca del M5S per le prossime amministrative a Bari, smentisce il ministro dell’Interno Salvini sulla spinosa vicenda del Cara di Bari: “A seguito di una interlocuzione interna – assicura – posso tranquillizzare i lavoratori del Cara in quanto ad oggi la chiusura del centro di accoglienza barese non è in programmazione”.

Era stato il ministro, postando su facebook un elenco di prossime chiusure, ad inserire anche i centri di Bari e Foggia. “Le politiche poste in essere da questo governo – dice Pani –  hanno avuto effetti importanti sugli arrivi, calati in modo considerevole rispetto allo scorso anno e, conseguentemente, sul numero di migranti presenti nelle strutture di accoglienza. La direzione è sicuramente quella del superamento dei grandi centri che spesso hanno ospitato i migranti in condizioni igienico/sanitarie non ottimali, per spostare l’accoglienza in centri di più piccole dimensioni. Ma i circa 500 ospiti del Cara di Palese al momento non saranno spostati”.

“Ad ogni modo voglio sottolineare, per tranquillizzare i cittadini, che i richiedenti asilo già accolti nei Cara, in caso di chiusura, vengono trasferiti in altri centri di accoglienza più piccoli in modo da assicurare una equilibrata dislocazione nel territorio mentre per i titolari di protezione internazionale, i minori stranieri non accompagnati e i titolari dei permessi speciali viene disposto il trasferimento nella rete Siproimi (ex Sprar), modello di accoglienza virtuosa che il M5S ha sempre indicato come strada ottimale per la gestione del fenomeno migratorio – e conclude lanciando il suo impegno -. Monitorerò costantemente la situazione nella convinzione che i principi di legalità e accoglienza non debbano essere in contrasto tra loro ma in assoluto equilibrio. Un equilibrio complesso che si può raggiungere solo mantenendo alta l’attenzione sui diritti di tutte le parti in causa”.

Bif&st 2019 Bari
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2 COMMENTI

  1. Non è affatto chiaro a nome di chi parla e con chi ha,avuto questa “interlocuzione interna”. Non spetta certamente a lei decidere se il Cara debba restare aperto per poche centinaia di migranti. Ovvio che in periodo pre elettorale tutti i candidati si trasformino in paladini dell’occupazione, ma il Cara è un costo pubblico insostenibile.

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