Bloccati gli aumenti dei costi per il conferimento dei rifiuti in discarica e, di conseguenza, evitato anche una Tari, la tassa sui rifiuti, più cara. Ieri la Regione e l’Ager (l’agenzia regionale presieduta da Gianfranco Grandaliano) hanno trovato l’accordo con i gestori delle strutture: il prezzo resterà bloccato sino al luglio del 2020, in pratica si continuerà a pagare 100 euro a tonnellata come nel 2018.

Accontentati i sindaci che martedì avevano protestato contro la Regione per i rincari che si sarebbero riversati sulle tasche dei pugliesi, l’intesa – infatti – eviterà ai Comuni di dover aumentare la Tari, la tassa sui rifiuti. Ma la Regione e l’Ager si stanno muovendo anche su un altro fronte, quello degli impianti: tra centri da ammodernare e potenziare e altri da realizzare ex novo, in tutto sono 21 le strutture che verranno distribuite equamente sul territorio. Saranno tutti pubblici gli impianti, sia nella gestione che nella proprietà, questo significa che i costi dovrebbero ridursi sensibilmente. Il piano prevede una spesa di 120 milioni di euro, le strutture dovrebbero essere pronte tutte entro tre anni.

La novità è che non ci saranno nuovi termovalorizzatori, attualmente in Puglia ne sono attivi due, entrambi privati: uno si trova a Manfredonia e ha una capacità di 135mila tonnellate; il secondo è localizzato a Massafra e, a massimo regime, può bruciare sino a 100mila tonnellate. La Regione Puglia ha deciso che sono sufficienti, quindi non saranno costruiti termovalorizzatori pubblici. Resta solo un punto interrogativo sulla struttura privata che ha ricevuto il nullaosta per l’attivazione a Modugno, in provincia di Bari. Per quanto riguarda, invece, gli impianti che producono Css saranno quattro e saranno localizzati a Foggia, Bari, Brindisi e Cavallino. Su quest’ultimo, però, c’è ancora un punto interrogativo relativo ad un ricorso pendente davanti al Tar. Cosa sono gli impianti di produzione Css? Sono strutture che selezionano e separano i rifiuti della frazione secca che non possono essere riciclati in base al loro potere energetico, una volta preparati vengono trasferiti negli inceneritori.

Il piano, poi, prevede la creazione di sette nuovi impianti di compostaggio da realizzare a Cavallino (40mila tonnellate all’anno), Andria (67mila), Cerignola (20mila), Pulsano, Foggia, Brindisi e Bari (40.000 tonnellate). Oggi sono sette quelli in funzione e si trovano a Lucera (che può ospitare sino ad un massimo di 178mila tonnellate), Deliceto (11mila tonnellate), Modugno (91mila), Marina di Ginosa (80mila), Laterza (70mila), Manduria (60mila) e Statte (15mila).

Per completare il quadro dell’impiantistica, la Puglia si doterà anche di tre strutture di selezione: a Foggia verrà inaugurato il centro per il recupero del vetro, a Monte Sant’Angelo quello per la plastica e a Ugento per la carta. A questi si aggiungeranno, inoltre, due impianti per il trattamento del percolato (da inaugurare a Brindisi e Trani) e due strutture per il recupero di rifiuti da spazzamento stradale (saranno attivati a Molfetta e Statte). Infine, a Taranto sarà realizzato un “deferizzatore”, di cosa si tratta? E’ un macchinario che separa il ferro e l’alluminio dalla plastica. Il successo del piano rifiuti della giunta Emiliano passa, oltre che dall’attivazione degli impianti, da una raccolta differenziata “spinta”.


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