L’Osteopatia, nata alla fine del 1800 negli Usa dall’intuizione di un medico americano, Andrew Taylor Still, si  è diffusa in Europa a metà del Novecento. Ce ne parla il dottor Filippo Piarulli, osteopata, fisioterapista, chinesiologo e responsabile del dipartimento Adra Italia (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso) per il progetto ‘L’ altro ambulatorio’, ambulatorio per i non abbienti, i quali – a causa delle sfavorevoli condizioni economiche – rinunciano persino a curarsi.

Dott. Piarulli, cosa è l’osteopatia?

È un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia.

Come funziona?

Attraverso specifiche manipolazioni ed esclusive manovre, l’osteopatia si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione e trattamento di disturbi a carico dell’apparato neuro-muscolo-scheletrico, craniosacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale.

È una branca sanitaria che non tutti conoscono?

Attualmente l’osteopatia ha una sua precisa identità grazie alla recente legge nr. 3 dell’11 gennaio 2018 che la equipara ad una vera e propria professione sanitaria. Più di un terzo degli italiani che si rivolgono all’osteopata lo fa su suggerimento del medico (fonte Eumetra).

Quindi chi opta per l’osteopatia preferisce un approccio naturale?

Esatto. A differenza della medicina tradizionale allopatica, la quale si concentra sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera la persona in maniera olistica e – attraverso il sintomo che è un campanello di allarme – ne individua la causa e stimola l’autoguarigione. Il dr. Still affermava che ‘il corpo contiene in sè tutti i mezzi necessari per eliminare e prevenire le malattie’ a condizione che i sistemi di autoregolazione siano liberi di funzionare corettamente, vale a dire che non ci sia alcuno ostacolo sulle vie della nutrizione tissutale e della eliminazione dei rifiuti’.
Il miglioramento non riguarda soltanto lo stato funzionale di una persona riducendo, per esempio, i dolori cronici, acuti e non specifici, nella lombalgia cronica aspecifica, ma anche i problemi legati alla gravidanza e al post/partum. Il trattamento osteopatico produce buoni risultati anche nei casi di reflusso gastroesofageo, colon irritabile, coccigodinia (dolore al coccige). Le evidenze scientifiche hanno dimostrato l’efficacia dell’osteopatia nella cura di cefalea tensiva episodica con riduzione dell’intensità media degli attacchi e dei farmaci assunti; disfonia con calo del dolore dei muscoli perilaringei; la dismenorrea primaria con cinque trattamenti osteopatici per tre cicli migliora; la disfunzione deglutitoria provocata da alterazioni di mobilità delle strutture che la compongono.

All’Osteopatia si ricorre ad una precisa età?

L’osteopatia non ha preclusioni di età. E’ indicata dall’età neonatale all’età senile, agli sportivi.  In molte strutture italiane di eccellenza, la figura dell’osteopata è molto comune.

Quando una madre deve chiedere per il suo neonato la consulenza dell’osteopata?

I piccolissimi movimenti presenti nel cranio del neonato gli permettono di adattarsi perfettamente agli sforzi delle doglie. Quando il parto diventa più difficile, lento o troppo veloce, oppure quando richiede l’utilizzo del forcipe, la testa del neonato potrebbe non recuperare completamente la distorsione e andare incontro a differenze di funzionalità responsabili di alterazione del nutrimento, deglutizione, suzione, coliche, sonno agitato.

In questi casi quali benefici apporta il trattamento osteopatico?

Un trattamento abile e dolce spesso porta miglioramenti significativi nei bambini nati prematuri con problemi funzionali e con positivi esiti clinici nei casi di plagiocefalia posizionale (deformazione morfologica del cranio causata dal parto e da posizionamenti scorretti del neonato), rigurgito, reflusso gastroesofageo, coliche infantili. In un àmbito pediatrico più generale, il trattamento osteopatico può aiutare la cura di otiti medie ricorrenti, problematiche posturali e/o legate alla crescita e allo sviluppo motorio, paralisi cerebrale infantile, spina bifida, affezioni dell’apparato respiratorio e otorinolaringoiatriche.

L’osteopatia è la medicina del futuro?

L’osteopatia non è la soluzione a tutti i mali, ma la risposta non invasiva alla ricerca della salute, tant’è che attualmente sta vivendo un processo di integrazione nei sistemi sanitari di molti Paesi.

Bif&st 2019 Bari
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