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Bari, al Di Venere due interventi in uno per riparare valvola mitrale e ridurre il rischio di ictus

Rara procedura mininvasiva sul cuore di un paziente inoperabile

Pubblicato da: redazione | Mer, 20 Maggio 2026 - 10:55
sala 2 (1)

Riparare una valvola mitrale gravemente insufficiente e, nello stesso intervento, ridurre il rischio di ictus legato alla fibrillazione atriale. È il risultato ottenuto grazie a un intervento ad alta complessità eseguito nella UOC di Cardiologia dell’Ospedale Di Venere su un uomo di 86 anni, affetto da cardiopatia ischemica e numerose comorbidità, con una procedura combinata interamente eseguita per via percutanea.

L’uomo, per età e condizioni cliniche, non era candidabile né alla terapia anticoagulante né a un intervento cardiochirurgico tradizionale. In un’unica seduta mini-invasiva, i cardiologi e gli emodinamisti sono riusciti prima a correggere l’insufficienza mitralica severa mediante l’impianto di una clip sui lembi valvolari e successivamente a chiudere l’auricola sinistra con un dispositivo di occlusione, prevenendo così la formazione di trombi e il conseguente rischio di ictus.

Per i pazienti più anziani e fragili, questo approccio offre vantaggi importanti: consente di evitare la chirurgia tradizionale, riduce i rischi operatori e i tempi di degenza e favorisce un recupero più rapido. La correzione dell’insufficienza mitralica può inoltre alleviare sintomi come affanno e stanchezza, migliorando in modo significativo la qualità della vita.

La procedura, eseguita in anestesia generale nella sala di Emodinamica, è stata effettuata dal dottor Francesco Cassano, con il coordinamento del responsabile della UOS di Emodinamica, dottor Maurizio Turturo, e il supporto di un’équipe multidisciplinare composta dai cardiologi Mariangela Cicala, Sergio Rutigliano e Saverio Lanzone, dalla cardiologa ecocardiografista Francesca Bux, dall’anestesista Valeria Zaccaria, dagli infermieri Alessandro Angelilli, Viviana Grandolfo e Francesco Molinari e dal tecnico sanitario di radiologia medica Giuseppe Bottalico.

“Questa procedura rappresenta una soluzione terapeutica particolarmente importante per i pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio emorragico, che non possono assumere farmaci anticoagulanti perché esposti a emorragie talora fatali – spiega il dottor Massimo Vincenzo Bonfantino, direttore della UOC di Cardiologia e del Dipartimento Cardiologico aziendale –. Nel caso specifico, il paziente presentava anche una insufficienza mitralica severa che avrebbe richiesto un intervento cardiochirurgico, ma l’età avanzata, la fragilità clinica e le numerose patologie concomitanti rendevano questa opzione estremamente rischiosa”.

“L’eccezionalità della procedura – aggiunge il dottor Maurizio Turturo, responsabile della UOS di Emodinamica afferente alla UOC di Cardiologia – è consistita nell’aver eseguito i due trattamenti in modo combinato, in un’unica seduta e senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Prima è stata impiantata una clip sui lembi della valvola mitrale, con una sensibile riduzione del rigurgito valvolare; successivamente è stato posizionato un dispositivo di occlusione all’imbocco dell’auricola sinistra, ottenendone la completa chiusura. Un approccio che testimonia il livello di specializzazione raggiunto dalla Cardiologia del Di Venere e la capacità di offrire soluzioni sempre più avanzate e sicure ai pazienti più complessi”.

La UOC di Cardiologia del Di Venere è oggi una struttura in costante evoluzione. Negli ultimi mesi ha ampliato la propria offerta con nuove procedure di elettrofisiologia, tra cui le ablazioni con radiofrequenza per il trattamento delle aritmie sopraventricolari, consolidando un’attività che comprende ogni anno centinaia di procedure diagnostiche e interventistiche tra coronarografie, angioplastiche, impianti di pacemaker e defibrillatori, studi elettrofisiologici e interventi strutturali sul cuore.

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