Nei bagni della facoltà universitarie di Bari sono state messe delle scatole rosa con assorbenti e tamponi interni a disposizione di tutte le donne. L’iniziativa è degli studenti dell’associazione Link: “Siamo convinti – spiegano – che ancora oggi le mestruazioni siano un grande tabù nonostante condizionino la vita di milioni di donne: continuiamo ancora ad edulcorarne l’immagine, nascondendo gli assorbenti come se fossero bombe, evitando di chiamare il ciclo con il suo nome”.

“La morsa del sistema patriarcale – proseguono – stringe anche da un punto di vista economico, con assorbenti e tamponi tassati al 22% come fossero un bene di lusso: le mestruazioni non sono una scelta. E’ per questo che in molte parti del mondo e nel nostro Paese sono partite diverse petizioni per richiederne la tassazione come bene di prima necessità (sotto la soglia del 5%). Anche noi studenti dobbiamo fare la nostra e partire dagli spazi che viviamo ogni giorno: stimoliamo la solidarietà tra studentesse, abbattiamo le barriere economiche e costruiamo una società più giusta, dove le discriminazioni di genere non esistono, a partire dai nostri corpi. L’8 marzo si avvicina sempre di più: la #rivoluzione parte dagli studenti”.

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