Il piano di riordino ospedaliero pugliese ha ricevuto l’ok definitivo del ministero della Salute. “Con l’approvazione del processo di riordino ospedaliero della Puglia, attraverso il Tavolo di verifica convocato a Roma, è stato raggiunto uno degli obiettivi principali del Piano operativo. Non solo, è stata sancita la bontà del provvedimento complessivo presentato e la bontà del percorso intrapreso di riorganizzazione ospedaliera, seppure a volte con non semplici ricadute territoriali per chi governa le periferie”. Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano commenta l’esito positivo che il processo di riordino ospedaliero della Puglia ha avuto nel corso del Tavolo di verifica dello stato di attuazione della rete ospedaliera pugliese, ai sensi delle prescrizione del Dm70.

“Possiamo affermare con soddisfazione che il lavoro che abbiamo fatto in Puglia in questi anni è stato un lavoro buono che ci viene riconosciuto anche dai tavoli romani». «Ora – conclude – il ministero ci ha chiesto di monitorare la riorganizzazione ospedaliera per eventuali e successivi aggiustamenti».

All’ordine del giorno c’è stata la valutazione del provvedimento unico di riorganizzazione della rete ospedaliera comprensivo anche delle reti tempo-dipendenti (ictus, cardiologica e traumatologica), e delle reti cliniche (tra cui rete oncologica e rete trasfusionale), così come chiesto dal ministero. La rete ospedaliera pugliese approvata da Roma nella sua versione di base a metà 2016 si è poi col tempo, e per effetto del Programma operativo, arricchita delle reti complementari, alcune delle quali già entrate in funzione e altre al vaglio degli uffici ministeriali. Tra i provvedimenti analizzati va citato anche il riordino del privato accreditato e, particolarmente apprezzato, il percorso nascita con le relative reti di trasporto in emergenza neonatale (Sten) e assistito materno (Stam).

La mappa degli ospedali

Meno ospedali, più medicina territoriale (ambulatori, case della salute), nuovo 118: è questo, in grandi linee, il piano regionale. Rispetto all’iniziale progetto varato dal governo regionale nel gennaio del 2017, ha subito qualche variazione strada facendo: ritocchi figli del compromesso con alcuni territori. Ecco la nuova mappa degli ospedali pubblici: sono complessivamente dieci le strutture chiuse e trasformate in presidi territoriali (Pta), altri undici centri sono stati fortemente ridimensionati. Cinque, invece, gli ospedali “Hub”, cioè di eccellenza e punto di riferimento per una intera provincia; 13 gli ospedali di “I livello”. In sostanza, sono una ventina le strutture chiuse o declassate, mentre l’assistenza ospedaliera si reggerà su una rete di 18 centri. I cinque “hub” sono il Policlinico di Bari, Ospedali Riuniti di Foggia, Santissima Annunziata di Taranto, Perrino di Brindisi e Vito Fazzi di Lecce.

La medicina sul territorio

Oltre 4.500 ore settimanali in più di specialistica ambulatoriale per ogni Asl, nascita degli ospedali di comunità e, al posto degli ospedali dismessi, creazione di 33 Presidi territoriali di assistenza (Pta): è questo il progetto per potenziare la medicina territoriale. Da quest’anno, le Asl hanno 10 milioni in più all’anno da destinare alla specialistica ambulatoriale per aumentare il numero di medici e di ore. L’obiettivo è ridurre il tasso di ospedalizzazione e il ricorso ai pronto soccorso, consegnando ai pugliesi delle alternative per l’assistenza primaria e intermedia. Dalla chiusura di 33 ospedali nascono altrettanti Presidi territoriali di assistenza (Pta): sono strutture che in altre regioni si chiamano Casa della salute e che in Puglia rappresenta la “seconda vita” degli ospedali dismessi.

Pronto soccorso e 118

Anche la rete dei pronto soccorso e il 118 sono destinati a cambiare volto. L’ipotesi è quella di lasciare attivi solo i pronto soccorso che superano i 20mila accessi l’anno, quindi 9 strutture potrebbero chiudere per essere trasformate in Punti di primo intervento territoriali (Ppit). I Ppit, articolazione del 118 e dotati di ambulanza medicalizzata, potrebbero essere complessivamente 38, sei in più degli attuali: 17 a Bari, 7 a Foggia, 4 nella Bat, 3 a Taranto, 5 a Brindisi e 3 a Lecce.

Bif&st 2019 Bari
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