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Le Asl e gli ospedalii sono in difficoltà, non riescono a reperire personale e da Lecce a Foggia la situazione è complicata per le carenze a livello numerico  infermieri e medici. I sindacati calcolano almeno 5mila dipendenti in meno rispetto alle reali esigenze, ma potrebbero essere anche di più.

A questa situazione si somma un altro problema: reperire alcune figure professionali. Spesso i bandi vanno a vuoto perché nessuno risponde alla chiamata: un contratto a sei mesi o un anno è poco attrattivo. In particolare, c’è scarsità di anestesisti, radiologi, pediatri, ortopedici e medici di urgenza da inserire nei pronto soccorso. Le aziende sanitarie pugliesi, viste le difficoltà, si stanno affidando alla mobilità, andando a pescare nelle liste nazionali.

E tra qualche mese, ci sarà un’altra emergenza da affrontare: con “Quota 100”, 2.726 infermieri potrebbero chiedere di andare in pensione anticipatamente, mentre ci sono altri 1.090 che al 31 dicembre del 2018 hanno già raggiunto il limite naturale di età. Significa che, potenzialmente, quasi 4mila infermieri entro la fine dell’anno potrebbero abbandonare le corsie degli ospedali, nei reparti si creerebbe una voragine. A lanciare l’allarme è il Centro studi della Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), secondo il quale almeno il 30% del personale opterà per usufruire del prepensionamento. Tradotto in soldoni, significa che in Puglia – verosimilmente – 818 infermieri smetteranno di lavorare entro la fine del 2019. A pagare le conseguenze maggiori potrebbero essere i due ospedali baresi San Paolo e Di Venere dove ci sono più lavoratori che hanno maturato i requisiti, ma la situazione non è diversa altrove.

In Puglia l’sos è stato lanciato dai presidenti degli Opi (Ordini delle professioni infermieristiche) di Bari, Bat e Brindisi: “Con l’applicazione della legge relativa a Quota 100 è notevole il numero di infermieri in uscita dalla sanità pugliese”. Per questo motivo Saverio Andreula (Opi Bari), Giuseppe Papagni (Opi Bat) e Antonio Scarpa (Opi Brindisi) hanno sottoscritto un appello inviato al presidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità, Michele Emiliano: “E’ necessario provvedere nell’immediato – sottolineano i tre presidenti – a procedure di reclutamento degli infermieri per far fronte ad una vera e propria emergenza”. La carenza di personale, secondo i rappresentati degli infermieri “non è un’ipotesi ma una certezza” che “ci preoccupa per gli effetti che verrà a determinare sulla qualità delle prestazioni sanitarie”.  “Il rapporto numerico infermieri-pazienti era già ai limiti del rischio prima di quota 100 – spiega Tonino Aceti, portavoce Fnopi – ma ora con questa ulteriore emorragia di professionisti la situazione si aggrava”.


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ConfagricolturaBari
CattolicaBari

1 COMMENTO

  1. Non ci credo che un concorso per infermieri possa essere andato deserto.
    Normalmente si debbono utilizzare gli stadi per espletare le prove.
    Siamo sicuri che l’azienda abbia agito bene? Tipo comunicazioni, ecc

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