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Cgil, Cisl e Uil bocciano il governo Emiliano sulla sanità: “Problemi irrisolti, riparte la mobilitazione in Puglia”

Pubblicato da: redazione | Lun, 29 Aprile 2019 - 17:30
Sanità

«Vi sono questioni di estrema urgenza ancora aperte perché mai affrontate in tema di salute e welfare in Puglia. E questo a distanza di un anno dall’avvio della vertenza regionale su questi temi, e circa cinque mesi dalla nostra manifestazione e dall’ultimo confronto con il presidente-assessore Michele Emiliano». È quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Puglia, Pino Gesmundo, Daniela Fumarola e Franco Busto, che questa mattina hanno tenuto a Bari gli Attivi unitari dei sindacati.

«Oggi – sottolineano – riparte in Puglia la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil sulla sanità e sul welfare, con un percorso che vogliamo programmare di iniziative territoriali, per giungere a quelle previste sul piano nazionale». Rivolgendosi alla Regione, i sindacati dicono: «Ci convochi e progettiamo insieme il cambiamento. In caso contrario, il presidente sappia che la nostra mobilitazione per sostenere questa importante vertenza non si placherà». «Tra le tante priorità in testa alla lista – evidenziano i sindacalisti – c’è la riduzione dei tempi di attesa, una problematica vissuta dai cittadini e dai pazienti come la grande criticità che compromette l’accesso e la fruizione delle prestazioni sanitarie da erogare». «A questa – proseguono – si aggiungono il necessario rafforzamento dei servizi territoriali e dell’integrazione socio-sanitaria, il potenziamento della prevenzione, l’attivazione dei Pta, lo sviluppo delle Case della Salute e delle cure primarie e intermedie».

Per Cgil, Cisl e Uil Puglia, occorre «ripensare il ruolo della sanità privata convenzionata, che copre in media il 16% dei posti letto ospedalieri, raggiungendo il 40% nel settore della post acuzie, e che dovrebbe integrare il sistema pubblico piuttosto che essere un competitor». «Siamo in attesa – spiegano i sindacati – che ci vengano presentati i documenti di indirizzo e programmazione legati all’attuazione del piano operativo ed eventuali progetti elaborati». «Serve una svolta – concludono – verso una “Agenda Sanità 2019-2021″, che parta proprio dal Piano Regionale per il governo delle liste di attesa (Prgla)”.

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