Plastic free? L’università di Bari è tra le prime in Italia a rispondere all’appello del ministro per l’Ambiente Costa mettendo in campo una serie di azioni presentate questa mattina nelle sale del rettorato dell’Ateneo.

Tra queste ci sono l’incentivare l’uso delle fontanine presenti negli atri dell’Ateneo, con la sostituzione dei rubinetti, per permettere a chiunque di riempire le bottiglie; incrementare i contenitori per la raccolta differenziata; imporre al bar dell’università l’uso di materiale biodegradabile e compostabile; incrementare il numero delle “Casette dell’acqua” (distributori) in tutte le sedi dell’università di Bari pensando a sconti e promozioni per chi le utilizza. Entro la fine di settembre è prevista, inoltre, l’organizzazione di una sorta di ‘G20’ che coinvolgerà tutte le Università del Mediterraneo, preceduto da un incontro, il 9 luglio, al Consiglio dei ministri del governo albanese.

«L’università di Bari ha adottato un bilancio ambientale e ha fatto una ricognizione di tutte le attività per la sostenibilità – ha detto il rettore di UniBa, Antonio Uricchio – e all’interno di questo contesto si inserisce il no alla plastica. Abbiamo anche adottato un provvedimento per offrire agli studenti la possibilità di fare a meno della plastica con le ‘Case dell’acquà e strumenti alternativi che saranno loro offerti. Siamo soprattutto impegnati, sia a livello nazionale che internazionale, per creare una rete tra università che condividano il progetto di liberarci dalla plastica». «Con questo progetto puntiamo a un mondo migliore investendo sulle future generazioni», ha aggiunto Loreto Gesualdo, preside della scuola di Medicina dell’Università di Bari.

«Il sogno nel cassetto – ha aggiunto – è il G20 del Mediterraneo mettendo assieme tutte le università. Ci stiamo organizzando per settembre e speriamo di poterlo realizzare prima qui, a Bari, e poi nei Balcani facendolo diventare un meeting itinerante». Nell’ambito dell’incontro è stato presentato il logo #Noallaplastica, per la campagna di sensibilizzazione a tutela dell’ambiente lanciata dall’associazione culturale di Latiano ‘L’isola che non c’è’. Un logo che sarà adottato a breve da diverse strutture ricettive, ma anche dai comuni pugliesi Cisternino e Oria con provvedimenti per ridurre l’impiego della plastica.

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