Ha sconfitto tutti, donne e uomini. Anita Maurodinoia porta a casa un risultato sorprendente: 6234 preferenze. Ex schittulliana, ex vicepresidente della Provincia sempre sotto Schittulli, è entrata nel Consiglio comunale durante il primo mandato di Decaro proprio con la lista di centrodestra, per poi passare con il centrosinistra, per la precisione nel gruppo di Alfonso Pisicchio: Sud al Centro. Ed è proprio con Sud al centro che la Maurodinoia si è ripresentata a queste elezioni, conquistando il podio del consigliere più eletto.

Al secondo posto un’altra donna, Elisabetta Vaccarella, prima degli eletti per il Pd. Mentre tra i consiglieri il primo per numero di preferenze è Pietro Petruzzelli (2279 voti) ex assessore allo Sport e all’Ambiente.

Considerando le liste, primo partito è il Pd seguito dalla lista civica Decaro sindaco (guidata per numero di preferenze dall’ex assessore al Commercio Carla Palone). Terzo posto per Decaro per Bari con Vito Lacoppola alla guida (2052 voti).

Per il centrodestra è stata una sconfitta su tutti i fronti. Solo la Lega si posiziona al quarto posto con i voti di Michele Picaro (2248) e Fabio Romito (2163).

Bisogna scendere di molto per trovare un altro partito del centrodestra: Forza Italia prende il 3.71 per cento (il migliore è Antonio Ciaula con “appena” 832 voti). Filippo Melchiorre conquista 1131 voti ed è il primo degli eletti in Fratelli di Italia (partito che però prende il 3.25).

Le liste civiche di Pasquale Di Rella raggiungono in tre il 6, 5 per cento delle preferenze. Ultimo partito del centrodestra è Idea per Bari: il “big” Gaetano Quagliarello non ha convinto e porta a casa solo 567 voti. Per i Cinque Stelle, il partito è il quinto per preferenze, ma i consiglieri candidati sembra non abbiano convinto: il primo Antonello Delle Fontane ha ottenuto 760 voti.

In totale ci sono stati 174mila e 48 voti, 4264 schede nulle, 2177 schede bianche.

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1 COMMENTO

  1. La Maurodinoia era e resta “lady preferenze”. Resta un mistero il motivo di tanto gradimento ma evidentemente in campagna elettorale nessuno dei candidati a sindaco li avrebbe rifiutati.

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