Il 17 maggio alle 16.25 Pietro, barese di 36 anni, si reca in questura con il sindaco Antonio Decaro per denunciare tre episodi di voto di scambio durante le Comunali. “Su Facebook – ci racconta – giravano degli annunci nei vari mercatini in cui si cercavano rappresentanti di lista. Con messaggi privati veniva spiegato che si riceveva 50 euro per fare il rappresentante di lista, in cambio di un voto ad un candidato specifico”. Tre gli episodi che sono stati allegati alla denuncia dettagliata e che riguardavano anche un candidato della lista a sostegno di Antonio Decaro.

Pietro racconta tutto al sindaco che gli chiede di accompagnarlo in questura. E così accade. Il 17 maggio. “Ho fatto il mio dovere da cittadino – racconta ancora Pietro – come mi sentivo di fare. Non ho paura di nulla”.

Proprio nella giornata di ieri Decaro aveva ricordato l’episodio. “Da candidato e da sindaco ho invitato tutti i cittadini a denunciare senza paura casi di compravendita di voti. Mi sono offerto personalmente di accompagnarli dalle forze dell’ordine nel caso avessero anche solo dei sospetti. E dopo averlo detto, l’ho anche fatto. Ho accompagnato un cittadino a denunciare in mia presenza i fatti di cui era venuto a conoscenza in circostanze diverse. L’ho fatto – ha aggiunto – perché credo nel valore sacro del diritto di voto come pilastro della vita democratica di una comunità”. Secondo indiscrezioni, ci sarebbero quattro indagati per episodi di voto di scambio, due legati a liste candidato del c.destra, Pasquale Di Rella e due al sindaco Decaro.

Pietro però chiede ora al Comune di fare la sua parte. “Io da cittadino non ho avuto paura di denunciare, ma sempre da cittadino chiedo che l’amministrazione non ci abbandoni”. Per Pietro il problema maggiore resta il lavoro. Disoccupato, tutte le formule proposte riguardano i candidati fino a 29 anni. “Al compimento dei 30 anni qui a Bari si muore – continua ancora – non c’è speranza di trovare un impiego. I bandi sono tutti fino a 29 anni. Eppure si possono fare tante cose per creare lavoro. Per esempio affidare a persone disoccupate la vigilanza degli spazi pubblici. Che vengono aggiustati ma poi sistematicamente vandalizzati”.

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