Bloccati i pagamenti delle indennità maturate dai tirocinanti che hanno partecipato a Garanzia Giovani. La denuncia è di Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia, che ha presentato una mozione in Consiglio regionale poi approvata.
“Una grande beffa ai danni dei giovani che porta la firma del Governo nazionale, del Ministero del Lavoro e dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro – spiega –  sono bloccati i pagamenti delle indennità maturate dai tirocinanti che hanno partecipato a Garanzia Giovani, il programma finalizzato all’inserimento e al reinserimento nel mercato del lavoro dei ragazzi che non studiano e non lavorano. Sulla questione ho costruito una mozione, approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale, e ringrazio i colleghi per aver condiviso il testo e il suo significato. Si tratta di un grave disagio provocato dall’inerzia del Ministero che, a seguito della scadenza di una convenzione con l’INPS, non ha provveduto né a rinnovarla né a fornire, nelle more, i fondi necessari per l’erogazione delle indennità che spettano ai giovani tirocinanti”.

Con la mozione il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta pugliese ad avviare ogni azione utile per sollecitare il Governo centrale a riconoscere quanto dovuto a coloro che hanno partecipato al progetto,  sbloccando i fondi.

In base alla convenzione sottoscritta fra ANPAL, INPS e Regione Puglia, i pagamenti sono autorizzati dalla Regione in quanto ente intermedio, su disposizione dell’ente previdenziale. Tale convenzione è scaduta il 30 novembre 2018 e, nelle more della sottoscrizione della nuova, ANPAL ed INPS avevano convenuto di continuare ad erogare le indennità maturate dai tirocinanti. Eppure, fino al 5 giugno 2019, non risultano ancora disposti gli oltre mille pagamenti autorizzati dalla Regione Puglia perché il Ministero non trasferisce i soldi all’Inps, che a sua volta provvede al pagamento dei compensi a chi ha svolto tirocini formativi con Garanzia Giovani.

“Una situazione di stallo molto grave – conclude –  che pesa su coloro che già versano in condizioni difficili a causa della mancanza di un lavoro. Oggi, come Consiglio regionale, ci siamo fatti sentire e su questo daremo battaglia, affinché l’ANPAL rispetti gli impegni assunti e la smetta di farsi beffe dei cittadini”.

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1 COMMENTO

  1. Ovvero, detto in altre parole, non c’è lavoro ma c’è chi lavora su quelli che non lavorano e cercano lavoro anche se nella stragrande maggioranza dei casi non lo trovano. Ma finiscono per fornirlo ai tutor-tirocinanti.

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