Bari è una delle sei città europee con Berlino, Genova, Malaga, Roma, Trikala che si prepara all’attivazione di “Elviten”. Il progetto sperimentale finanziato dalla Comunità Europea, all’interno di Horizon 2020 (9,5 milioni), per la diffusione dei veicoli L-category nelle aree urbane – biciclette, scooter, tricicli e quadricicli elettrici.

Nel capoluogo pugliese sono arrivati i primi “Radrhino” su 75 veicoli previsti: fabbricati in Olanda, dal valore di circa 1500 euro, pedalata assistita e dispositivo di acceleratore, display e 5 modalità, limite di velocità a 25 km/h. Per guidare queste bici elettriche, dotate di targa e assicurazione, c’è l’obbligo di essere in possesso di casco e patente. Non possono circolare sulle piste ciclabili.

Saranno utilizzate da vari enti pubblici come Politecnico di Bari, Università di Bari e Autorità Portuale, agenzie private e di consegna. Con la realizzazione di 34 stazioni al coperto in cui riporre la bici nei box anti furto dotati di videosorveglianza (nella foto in basso parcheggio Amtab ex caserma Rossani). Oltre a infopoint diffusi sul territorio.

“Elviten” prevede anche il coinvolgimento di un numero limitato di cittadini e turisti attraverso l’iscrizione al servizio di bike sharing e un abbonamento annuale di 25 euro.  Il programma è legato all‘app (non ancora disponibile) che consentirà  di raccogliere dati sulla mobilità. L’hashtag ufficiale per i social network è #LetsGoElectric.

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2 COMMENTI

  1. 9.5 milioni di euro per appena 75 bici elettriche seppur di nuova generazione? Certo che l’Europa quando vuole o quando si tratta di dar seguito a retorica green non bada a spese. Anche perché, se non si è ancora capito, molti di quei soldi ce li mette l’Italia con le sue tasse.

  2. Insomma stiamo in pratica ripetendo a livello europeo (e sempre con fondi Ue) il grande spreco di denaro pubblico già sperimentato a Bari con le bici del costosissimo e fallimentare Bike Sharing.

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