In assenza di una soluzione al problema della protezione legale, l’ex stabilimento Ilva di Taranto chiuderà il 6 settembre, quando entrerà in vigore la legge che ha abolito l’immunità.

Lo ha detto l’ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, a margine di una conferenza di Eurofer. “Il Governo continua a dirci di non preoccuparci, che troverà una soluzione, ma finora non c’è niente. Quindi il 6 settembre l’impianto chiuderà. Abbiamo ancora due mesi, spero che il Governo trovi una soluzione, siamo aperti a discutere”, ha detto. Intanto, dal 1 luglio per 1400 dipendenti scatterà la Cassa Integrazione.

L’azienda conferma le “critiche condizioni del mercato. Un mix di fattori che sta penalizzando l’intero settore dell’acciaio europeo che soffre una situazione economica peggiorata sempre più negli ultimi mesi. Tutti gli indicatori evidenziano un forte rallentamento del mercato e non solo nel settore automotive, attualmente in calo del 10%. L’indice PMI è sceso a 47,4 nel marzo 2019, andando per il sesto mese consecutivo sotto quota 50 e raggiungendo il punto più basso dal maggio 2013”.

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1 COMMENTO

  1. Si ma come mai se Arcelor Mittal chiede la cassa integrazione per la ridotta produzione poi si scopre che gli operai destinati a restare a casa non fanno parte della catena di produzione ma di altri settori non direttamente produttivi? Non quadra affatto.
    Bisognerebbe richiamare in campo gli indiani di Jindal, quelli sfavoriti nella trattativa per l’ILVA a vantaggio di Arcelor.

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