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Dda Bari: “I locali della movida sono un moltiplicatore dello spaccio di droga”

"La prolungata detenzione di personaggi apicali della camorra barese, anche al 41 bis, ha generato un vuoto di potere che ha portato alla ribalta le giovani leve e a una contrapposizione violenta tra loro"

Pubblicato da: redazione | Mar, 5 Maggio 2026 - 13:05
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“Il baricentro operativo della camorra barese, sempre più protesa al narcotraffico, si è orientato verso i locali della movida, diventati un moltiplicatore del mercato degli stupefacenti e luoghi di amplificazione e consolidamento della fama criminale e mafiosa. A questo, si è aggiunta la marcata presenza di social e web che hanno sdoganato il modello criminale”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Bari Giuseppe Gatti, coordinatore della Dda, nella conferenza in cui sono stati annunciati 11 arresti e tre fermi tra appartenenti ai clan Capriati e Strisciuglio di Bari. “Da un lato – ha detto ancora Gatti – c’è l’ostentazione della violenza spregiudicata, plateale ed eclatante, come matrice di riconoscimento del modello criminale. Dall’altro, c’è il legame stretto e accattivante tra potere, lusso e ricchezza”. Il coordinatore della Dda ha anche parlato del cambiamento in atto nei gruppi criminali baresi: “La prolungata detenzione di personaggi apicali della camorra barese, anche al 41 bis, ha generato un vuoto di potere che ha portato alla ribalta le giovani leve e a una contrapposizione violenta tra loro”. Negli anni, ha aggiunto Gatti, “si è passati da un modello gerarchico della criminalità organizzata a una rete interconnessa che comprende i social, i luoghi della movida e il carcere. Si tratta di uno straordinario fattore di potenziamento delle capacità di reclutamento giovanile della camorra barese, che si rivela quanto mai abile nell’attingere a tutte le sacche delle svariate forme di disagio giovanile. Non solo il disagio socio-economico, ma anche quello esistenziale”.

Oggi, “a differenza che in passato, il carcere non ha più la funzione di separazione di chi viene arrestato con il proprio mondo: oggi tutti hanno cellulari in cella e li usano anche per fare dirette sui social. Siamo sicuri che gli stessi che abbiamo arrestato oggi abbiano già dispositivi con cui parlare”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, parlando dei fermi e degli arresti eseguiti oggi dalla Dda che hanno consentito di portare in carcere i presunti autori degli omicidi di Lello Capriati e Filippo Scavo, maturati nell’ambito della faida tra i clan mafiosi Capriati e Strisciuglio. “Bisogna intervenire tempestivamente – ha detto ancora Rossi – altrimenti il nostro lavoro è inutile. Oggi è più facile controllare chi è in casa, agli arresti domiciliari, che chi è in carcere”. Il procuratore ha voluto sottolineare che vi è oggi un “cambiamento di natura della criminalità organizzata, con i giovani che tendono a mostrarsi sui social”. “Lo si vede – ha rilevato – dalla sfacciataggine e dall’arroganza con cui vengono commessi reati in maniera visibile, ritenendo non più importante nascondersi”.

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