I saldi estivi partiranno il 6 luglio prossimo e dureranno fino al 15 settembre 2019 per Bari e provincia. Ecco il vademecum stilato da Confesercenti Terra di Bari e Fismo con un reciproco vantaggio tra consumatori e operatori da realizzare con poche e semplici regole che il commerciante deve applicare e usando la massima cortesia.

Il prezzo di origine, la percentuale di sconto e il prezzo finale devono essere scritti e ben chiari per l’utente; accettazione di pagamenti con assegni, bancomat e carte di credito; in caso di vizi o mancata conformità del prodotto il commerciante è tenuto al rispetto delle norme di garanzia ordinarie; in casi diversi dalla non conformità la sostituzione del capo è a discrezione del commerciante; è consentita la prova dei capi in vendita per la misurazione della taglia; non esibire sconti generici, rendere visibile l’interno del negozio ed evidenziare all’esterno le taglie disponibili.

È prevista l’adesione ai saldi estivi di oltre 200mila negozi in tutta Italia, con sconti medi di partenza intorno al 30%. Riduzioni di prezzo consistenti per cercare di invertire un’annata particolarmente difficile: nei primi quattro mesi del 2019, anche a causa del meteo imprevedibile, i consumi di abbigliamento hanno segnato una flessione di un ulteriore 1,3%. E anche il 2018 è stato deludente: durante lo scorso anno la spesa media delle famiglie italiane in abbigliamento e calzature si è ulteriormente ridotta, segnando una contrazione dello 0,7% in termini reali.

Particolarmente forte è stata la contrazione per gli indumenti per uomo (-2,3%), mentre solo l’abbigliamento per neonati ha registrato una variazione positiva degna di nota (+5,3%). L’austerity della moda non è mai finita. Risultati purtroppo in linea con le tendenze mostrate negli ultimi anni. E non ha pesato solo la grande recessione del 2012-2013: la flessione è infatti proseguita anche nei tempi più recenti, pur in una fase di congiuntura economica favorevole e di espansione dei consumi. Il risultato è che l’austerity della moda non è mai finita: nel 2018 la spesa delle famiglie in moda si è ridotta in media di 280 euro l’anno rispetto al 2011, per un calo complessivo del 4%, pari a 2,7 miliardi di euro di consumi in meno. Negli ultimi dieci anni nell’Unione europea la spesa moda è invece cresciuta del 6,7%.

Quest’estate gli sconti di partenza saranno più alti della media: c’è da recuperare un avvio di anno decisamente negativo per le vendite. Ad incidere l’incertezza economica delle famiglie, ma anche un meteo primaverile imprevedibile. Il risultato è che quest’anno i saldi saranno un’occasione sia per le imprese che per i clienti, visto che i negozi presenteranno un assortimento di merce record. Ma c’è da fare chiarezza sulla babele della scontistica, ormai è un’Italia in saldo: tra pre-saldi, promozioni continue e giornate online come BlackFriday (estivi ed invernali), Prime Day e Cybermonday vari si è generato un circolo vizioso dannoso per le imprese ma anche per i clienti, che trovano sempre più difficile orientarsi e distinguere tra le offerte reali, come quelle dei saldi, e le promozioni fasulle. Bisogna mettere un freno a questa deriva”.

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